DSA e BES
18 giugno 2018

La disfonia infantile: cos’è e come riconoscerla

La disfonia è un disturbo vocale piuttosto frequente nell’infanzia, che troppe volte viene confuso per un sintomo della tonsillite o del raffreddore. Se non curata opportunamente con le giuste terapie, si rischia di danneggiare le corde vocali del bambino. È bene quindi conoscere le sue caratteristiche ed imparare a riconoscerla.

Cos’è la disfonia infantile

Nella disfonia infantile la voce del bambino viene alterata sia quantitativamente che qualitativamente, coinvolgendo aspetti come il timbro, l’intensità, la frequenza e la durata.

Questa forma di alterazione vocale rende la voce del piccolo particolarmente rauca e grave e non è raro che alla fine della giornata il bambino rimanga senza voce.

L’abbassamento di voce o i suoi continui sbalzi d’intensità non sono facilmente riconoscibili come sintomi di disfonia e il disturbo in molti casi non viene curato.

Come riconoscere i segni della disfonia infantile

Nonostante le evidenti difficoltà di diagnosi, quando nel bambino si riscontrano delle persistenti problematiche legate alla voce è opportuno prestare più attenzione a determinati segni:

  • Timbro della voce rauco. Il bambino ha sempre un tono di voce rauco e graffiante, anche quando non ha alcuna patologia respiratoria come un comune raffreddore.

 

  • Tensione muscolare. Mentre il piccolo parla si nota un’evidente tensione muscolare che determina una difficoltà.

 

  • Dilatazione delle vene. Durante la conversazione si possono vedere le sue vene giugulari esterne che si dilatano eccessivamente.

 

  • Mancanza di fiato. Il bambino non riesce sempre a completare un discorso o una frase perché rimane senza fiato.

 

  • Affaticamento vocale. Si evidenzia nel bambino un forte affaticamento mentre parla che si conclude con un abbassamento di voce.

 

  • Sbalzi di intensità vocale. Il tono della voce non è uniforme, ma subisce dei frequenti sbalzi di intensità.

Il bambino disfonico può lamentare spesso dei dolori al collo e sente come la sensazione di avere qualcosa che gli ostruisce la voce quando parla.

Questa alterazione vocale può essere diagnosticata come disfonia organica o disfonia funzionale.

La disfonia organica

I bambini affetti da disfonia organica manifestano delle patologie di tipo morfologico o neuromuscolare a carico degli organi della voce. Attraverso un esame accurato si evidenziano delle lesioni nelle corde vocali.

Il problema è di tipo neurologico quando si manifesta un disturbo nel movimento della laringe. Si parla di disfonia spasmodica, che porta il bambino ad avere una voce strozzata ed essere costretto a fare continue pause tra una frase e l’altra.

La laringe è direttamente coinvolta anche nei casi di disfonia dovuti a vari tipi di laringite, come quella allergica, batterica o virale.

Nell’ambito della disfonia organica si manifestano anche forme extra-laringee, che riguardano le funzioni polmonari. Enfisema o asma bronchiale possono influire negativamente sull’emissione della voce.

La disfonia funzionale

Se non esistono implicazioni di carattere organico, si parla di disfonia funzionale. Questa forma disfonica deriva da un uso inappropriato o eccessivo degli organi della voce.

La caratteristica più evidente della disfonia funzionale è lo sforzo vocale che fa il bambino mentre parla: gli organi respiratori e laringei sono eccessivamente stimolati e provocano delle inevitabili conseguenze nella voce.

Se il problema è legato solo all’eccessiva stimolazione vocale si può trattare come un disturbo di tipo temporaneo, mentre se continua per un lungo periodo può diventare cronico e la produzione comincerà ad assumere delle connotazioni sbagliate.

Esistono anche dei casi in cui si associano cause organiche e disfunzionali, dando origine a forme di disfonia complesse o miste.

Le cause della disfonia infantile

La disfonia infantile funzionale deriva prevalentemente da un abuso delle corde vocali. L’uso inappropriato della voce può essere una conseguenza di abitudini sbagliate assunte dal bambino sin nei primi anni di vita.

Urlare e alzare continuamente la voce spesso è una forma di imitazione di situazioni vissute in ambito familiare. Se i genitori alzano spesso la voce o tendono a parlare con tonalità eccessivamente alte, il bambino riproduce forme comportamentali simili, generando la disfonia.

Parlare a voce molto alta può essere anche un modo per sovrastare le persone che lo circondano ed emergere fra tutti, oppure la necessità di farsi sentire quando si è in luoghi affollati o eccessivamente rumorosi.

Tra le cause della disfonia infantile esiste anche la possibilità che il bambino urli invece di parlare per carenza di affetto e bisogno di attenzioni.

Postura scorretta, problemi respiratori e lesioni organiche sono altre possibili cause della sindrome disfonica.

Le possibili conseguenze della disfonia

Una disfonia sottovalutata può dare origine a problemi ben più seri, come la formazione di noduli, edemi e polipi.

I noduli sono determinati dal continuo sforzo della voce, usata per urlare o sottoposta a livelli più alti del dovuto, sia durante le conversazioni che in attività come il canto.

Si manifestano con dei particolari ispessimenti che colpiscono le corde vocali e generano la classica voce rauca che caratterizza i bambini con disfonia. I noduli vocali possono insorgere già in età infantile, mentre edemi e polipi sono delle patologie legate agli apparati vocali che si manifestano da adulti.

Gli edemi sono dei rigonfiamenti che colpiscono le corde vocali e i polipi sono specifiche lesioni a carico della laringe che devono essere asportati. Entrambi i casi derivano da forme di disfonia che si originano in età pediatrica.

Diverse alterazioni funzionali di tipo cronico sono abbastanza frequenti in soggetti che da piccoli hanno manifestato casi di disfonia.

Come intervenire nei casi di disfonia infantile

A seconda della causa riscontrata, nei casi di disfonia infantile si interviene con un trattamento logopedico.

In alcuni casi è sufficiente un trattamento medico con farmaci appropriati, come gli antibiotici, che risolvono i casi di laringite o infiammazione che causano le disfonie temporanee.

La logoterapia resta sempre il mezzo migliore per rieducare il bambino verso una giusta funzione vocale, sia prima che dopo altri tipi di terapie mediche o chirurgiche.

Il trattamento logopedico

Un intervento precoce nei bambini con disfonia infantile è fondamentale. Dopo un’opportuna diagnosi fatta con una visita foniatrica, è necessario affidarsi alla terapia di un logopedista. Questa figura aiuta il bambino a sfruttare al meglio le potenzialità della sua voce, senza sforzarla eccessivamente e favorendo l’acquisizione delle norme di igiene vocale.

Anche i genitori sono direttamente coinvolti nella terapia in attività di counselling: imparano a conoscere le abilità di base per un uso corretto della voce ed evitare di dare un esempio sbagliato ai figli. In questa fase il logopedista indaga sul vissuto del bambino, sulle sue abitudini e sulle eventuali cause della disfonia in ambito familiare.

Le strategie rivolte direttamente al bambino devono essere coinvolgenti e impostate come una forma di gioco, per incentivare la sua partecipazione e il suo interesse. Anche le attività di gruppo possono essere una soluzione, per stimolare il confronto e l’imitazione positiva.

Il bambino deve giocare con la sua voce: attraverso le indicazioni fornite dal logopedista impara a gestire l’uso delle corde vocali in modo non pressante e nemmeno noioso. Gli esercizi da svolgere nelle sedute settimanali saranno rivolti a controllare il fiato e l’emissione vocale, mantenere una giusta postura e imparare le tecniche di rilassamento.

La terapia logopedica ha il duplice scopo di aiutare il bambino a eliminare i problemi di impostazione vocale e di agire sul suo ambiente che comprende famiglia e scuola, per avere delle ripercussioni positive globali.

Le norme di igiene vocale

Attraverso l’acquisizione e il rispetto di specifiche norme di igiene vocale, è possibile limitare i casi di disfonia infantile e migliorare la comunicazione anche in ambito familiare e scolastico.

Queste precise e semplici regole si basano su abitudini e tecniche respiratorie per una corretta funzionalità vocale. Vediamo insieme di conoscerle e approfondirle:

  1. Evitare di parlare in luoghi troppo affollati o confusionari. Si rischia di alzare troppo il livello della voce affaticando le corde vocali.
  2. Ridurre la comunicazione quando si è in ambienti molto grandi e per parlare bisogna necessariamente urlare.
  3. Evitare di gridare nelle conversazioni troppo animate. In casi di discussioni o litigi è opportuno ridurre al minimo gli interventi.
  4. Diminuire la distanza con l’interlocutore. Durante le conversazioni bisogna mantenere una distanza ravvicinata con la persona con cui stiamo comunicando per evitare di alzare la tonalità della voce.
  5. Non parlare sotto sforzo fisico. Se si è impegnati in attività che richiedono uno sforzo fisico evitare di parlare.
  6. Evitare di raschiare la gola. Un tono eccessivo di voce che tende ad urlare raschia inevitabilmente la voce.
  7. Prendere aria. Mentre si parla bisogna fare delle frequenti pause per riprendere fiato.
  8. Non parlare velocemente. Ogni frase deve essere pronunciata con la giusta velocità, senza essere eccessivamente veloci, per evitare di affaticare le corde vocali e non farsi capire dall’interlocutore.
  9. Evitare l’apnea. Durante una conversazione evitare di ridursi in apnea, cioè finire le frasi senza più fiato.
  10. Riposare la voce. Soprattutto nei casi in cui si è sforzata molto la voce durante la giornata, è opportuno farla riposare adeguatamente senza parlare o usando un tono basso.

Al bambino bisogna insegnare a non urlare, a non parlare se si è in stanze differenti e non alimentare rumori troppo forti che rendono necessario alzare la voce, come la televisione con volume molto alto.

Le norme di igiene vocale devono essere associate a norme di igiene ambientale e buone abitudini quotidiane. Eccone alcune:

  • Usare deumidificatori all’interno della casa per ridurre i rischi di disidratazione della gola
  • Abbassare il volume della radio o della TV in casa e in macchina
  • Bere molta acqua per idratare continuamente le corde vocali
  • Evitare sostanze dannose come il fumo, che non è solo negativo per l’adulto ma anche per il bambino. L’inalazione del fumo passivo spesso causa di problemi respiratori.

Queste regole comportamentali aiutano a prevenire i casi di disfonia infantile, ma è opportuno imparare a rispettarle anche dopo la diagnosi della sindrome disfonica, per una rieducazione della funzionalità vocale e un uso appropriato dei parametri vocali, sia per bambini che per adulti.

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