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DSA e BES

DSA e BES sono due sigle che oggi sono entrate a far parte del gergo scolastico, ma la loro differenza suscita ancora dei forti dubbi. Ecco perché è importante riuscire a comprendere a cosa si riferiscono e come bisogna trattarli all’interno della scuola.

Le definizioni di DSA e BES

I DSA o disturbi dell’apprendimento sono delle disorganizzazioni legate alla capacità di leggere, scrivere e calcolare. Si manifestano in età evolutiva e sono riconosciuti attraverso una diagnosi precisa. I DSA comprendono la dislessia, la discalculia, la disgrafia e la disortografia.

I BES o bisogni educativi speciali sono delle particolari esigenze educative di cui il bambino necessita a causa di problemi legati a fattori biologici, sociali e fisiologici.

In entrambi casi non sussistono deficit intellettivi, neurologici o sensoriali, ma devono essere trattati con le opportune strategie educative per non ripercuotersi negativamente sull’apprendimento scolastico del bambino.

Cosa sono i BES e come riconoscerli

Per capire che cosa sono i BES nel dettaglio è opportuno fare delle precisazioni sulla loro origine. Esiste una classificazione che distingue tre diverse tipologie di BES in base alla loro causa:

  • Alunni con disabilità. Parliamo di bambini che hanno dei bisogni educativi speciali molto particolari legati alla loro patologia. Si richiede la presenza necessaria dell’insegnante di sostegno a scuola, dopo aver accertato la condizione attraverso una certificazione medica.

 

  • Alunni con disturbi dell’apprendimento. Rientrano in questa categoria tutti quei soggetti che presentano delle difficoltà legate all’acquisizione delle abilità linguistiche, motorie e di attenzione. I bambini con DSA e ADHD sono parte di questo gruppo.

 

  • Alunni svantaggiati. Questa categoria di BES comprende tutti i bambini che manifestano delle difficoltà a scuola a causa di fattori legati all’ambiente in cui vivono. Si parla di svantaggio sociale, economico, culturale o linguistico.

 

È evidente che all’interno dei BES troviamo categorie molto diversificate di disturbi legati alla fase evolutiva del bambino. Ognuno di questi necessita di un trattamento personalizzato che viene stabilito dopo una diagnosi accertata.

Nel caso degli alunni con disabilità e di quelli con disturbi dell’apprendimento, la diagnosi deve essere fatta da un medico della ASL. Invece per gli alunni svantaggiati il punto di riferimento sono gli insegnanti, i quali sono le prime persone a evidenziare la presenza di specifiche esigenze educative e richiedere un piano personalizzato.

Le strategie educative e la normativa

DSA e BES sono delle problematiche specifiche che richiedono strategie educative ben precise, regolate da leggi che ne indicano le procedure e gli strumenti di sussidio.

Le linee guida dei DSA a scuola sono regolate dalla legge 170/10, che stabilisce l’attuazione di un piano didattico personalizzato (PDP) insieme alla possibilità di utilizzare degli opportuni strumenti per le prove scolastiche. Insieme a questi strumenti definiti compensativi, sono previste anche delle misure dispensative che permettono al bambino di usufruire di più tempo nelle verifiche scolastiche e di agevolazioni sulle modalità di esame, a seconda del problema. Ad esempio, i bambini con DSA possono essere valutati con prove orali invece che scritte.

I BES a scuola sono regolamentati dalla Direttiva ministeriale DM 27/12/2012, che stabilisce la necessità di un piano educativo personalizzato, ma di tipo didattico. Non sono previste agevolazioni con l’uso di strumenti compensativi o misure dispensative. Sono gli insegnanti a stabilire in cosa consiste l’intervento specifico e mettere in atto le condizioni per un miglioramento scolastico.

 

 

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