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Ritardo psicomotorio PDF Stampa E-mail

Si intende con queste parole una situazione in cui un bambino non segue i tempi e le tappe di sviluppo attese. Può essere utile definire dapprima lo ‘sviluppo psicomotorio’ e poi vedere i problemi che può presentare.
Lo sviluppo del bambino, così come quello di qualsiasi altro essere vivente, inizia al momento del concepimento e si svolge dapprima nella pancia della mamma e dopo la nascita prosegue nell’ ambiente esterno. Sappiamo ancora molto poco dello sviluppo e della vita intrauterina, ma i dati che ci sono suggeriscono che sia un periodo di vita importante, anche se poco valutabile, per lo sviluppo successivo. Sotto la spinta di fattori biologici evolutivi ogni organismo si sviluppa secondo le caratteristiche della specie che sappiamo contenute nel corredo genetico e in relazione ai fattori ambientali che possono permettere e facilitare o meno lo sviluppo. A differenza delle altre specie, il piccolo dell’uomo è inserito subito in un contesto che riflette non solo le dotazioni istintive specifiche ma anche gli aspetti culturali che influenzeranno molte caratteristiche psicologiche del bambino. Sono ben conosciuti molti fattori che influenzano lo sviluppo fisico (alimentazione, igiene, temperatura, malattie, ecc), meno quelli che influenzano lo sviluppo psichico.

Tappe normali dello sviluppo

Per quanto riguarda lo sviluppo motorio, secondo la normalità statistica un bambino è in grado di tenere la testa diritta verso i tre mesi, di stare seduto da sé a sei mesi, di rotolare e andare a gattoni verso i nove dieci mesi, di alzarsi in piedi e poi fare i primi passi verso i dodici mesi, migliorando poi rapidamente le sue capacità motorie. Per quanto riguarda lo sviluppo psichico un bambino verso il terzo mese sorride illuminandosi alla vista del viso umano, a sei mesi è interessato a oggetti e persone, a otto mesi comincia a reagire con inquietudine alla vista di persone non conosciute, a dodici mesi comincia a dire le prime paroline ed è in grado di interagire con l’ambiente comunicando bisogni e richieste e reagendo alle proposte ambientali. Nei mesi successivi aumenta rapidamente le sue capacità di comprensione della situazione e delle comunicazioni e di comunicare a sua volta con un numero crescente di parole. Ma questi sono i ‘dati’ bruti che, anche se moltiplicati varie volte come usa oggi per creare liste di comportamenti normali o patologici, non rendono conto dell’aspetto globale del bambino quale può essere valutato nell’osservazione diretta del suo comportamento e della sua relazionalità.
Variazioni dalla norma
Le ‘tappe’ sopra descritte rappresentano una media che come in tutte le valutazioni statistiche prevede come è noto delle variazioni in più e in meno secondo una distribuzione cosiddetta gaussiana, o a campana, per la forma che assume nel grafico con cui si rappresenta. Le variazioni in più, cioè l’anticipo dello sviluppo, non costituisce di solito una preoccupazione per i genitori, ma non è detto che sia automaticamente un fatto positivo. Ovviamente quelle che preoccupano sono le variazioni in meno, cioè i ritardi rispetto alle tappe previste, perché il “ritardo” può essere a volte la manifestazione di una difficoltà dello sviluppo dovuta a cause precise, che si potranno evidenziare nei tempi successivi come vere e proprie anomalie patologiche, cioè non variazioni della norma ma franche deviazioni dallo sviluppo atteso. I ritardi motori possono nascondere vere e proprie patologie motorie (da lesioni o malattie), così come i ritardi psichici (ivi compreso il ritardo del linguaggio) possono comprendere situazioni che prenderanno poi l’aspetto di franche anomalie psicologiche o comportamentali. Altre volte il ritardo, sia motorio che psichico, può essere invece espressione di difficoltà esterne, cioè di condizioni di esperienze e stimoli ambientali non adeguati. E’ evidente quindi quanto sia importante valutare le situazioni di ritardo psicomotorio per diagnosticare precocemente rischi e anomalie di sviluppo e instaurare se necessario terapie e interventi utili.
Diagnosi differenziale
Quali sono le malattie che devono essere escluse nelle situazioni di ritardo psicomotorio e del linguaggio? Essenzialmente si può dire che se persiste a lungo nel secondo anno di vita un ritardo anche motorio, pur senza una chiara patologia motoria specifica (spastica, ipotonica, ecc), diventa più forte il sospetto che ci sia di base una malattia neurologica cerebrale e vanno effettuate le indagini cliniche necessarie, radiologiche, ematochimiche, cromosomiche, neurofisiologiche, ecc. Non è infrequente tuttavia non raggiungere nessuna diagnosi sicura: sono questi ultimi i casi che possono risolversi in condizioni di maggior o minor deficit intellettivo senza causa nota.
Se invece il ritardo è principalmente psicologico e non vi è ritardo motorio, va escluso innanzitutto che possa trattarsi di una situazione di autismo –che è però ben facilmente riconoscibile da uno specialista esperto già alla fine del primo anno di età- o di deprivazione sensoriale od ambientale, che spesso può avere sintomi simili a quelli autistici, ma si riscontra nei bambini con deficit visivi o uditivi o che vivono negli istituti. In questi ultimi casi la correzione se possibile del deficit sensoriale o il cambiamento di ambiente a seguito di affidamento o adozione sono seguiti in genere da un rapido cambiamento e da una rapida ripresa dello sviluppo. Fra questi due estremi c’è ovviamente da valutare il bambino con ritardo psichico in rapporto all’organizzazione e al funzionamento ambientale per mettere a fuoco e modificare eventuali ostacoli funzionali che possono rallentare lo sviluppo.
Del ritardo del linguaggio si parla più diffusamente in un altro articolo ( vedi), ma fondamentalmente le cose non sono troppo diverse, anche se esistono casi rari di mancato sviluppo di linguaggio in bambini per il resto senza particolari problemi nè fisici né mentali, che rimangono un mistero ancora sconosciuto.
Si rimanda a un altro articolo anche per tutto quello che riguarda l’apprendimento e il suo rapporto con l’ambiente e le modalità che possono favorirlo od ostacolarlo, fattore cui forse non viene data tutta l’importanza che merita nello sviluppo psichico cognitivo e relazionale degli anni successivi.
A chi riferirsi
Il pediatra è il punto di riferimento di ogni famiglia con bambini piccoli, ma lo specialista nello sviluppo psicomotorio e del linguaggio è il neuropsichiatra infantile, cui è consigliabile ricorrere in caso di dubbi e preoccupazioni, PRIMA di effettuare interventi, oggi molto di moda, di stimolazione dello sviluppo, quali psicomotricità, logopedia, ecc. Un npi esperto può infatti rilevare elementi differenziali nell’ambito del ritardo motorio o psicologico e del linguaggio, ed orientare eventuali approfondimenti per una diagnosi precoce di varie anomalie di sviluppo e avviare i conseguenti interventi consigliabili. Come in ogni altra situazione, però, ogni intervento sanitario comporta, come è ben noto per i farmaci ma non solo, degli effetti utili, attesi e voluti, ma anche possibili effetti negativi collaterali. Di questo rischio sono più consapevoli solitamente i medici, per l’esperienza con gli effetti negativi collaterali dei farmaci, meno gli altri operatori sanitari e della riabilitazione. Si tratta quindi di valutare anche qui, il rapporto rischi/benefici, per decidere l’indicazione o meno a un dato intervento. Un intervento non necessario potrebbe pesare per i suoi effetti negativi senza un’effettiva utilità, e ripercuotersi quindi in un danno. Analogamente un ritardo nella diagnosi di una data patologia potrebbe ripercuotersi in un danno da mancato intervento. Si vede quindi come la valutazione specialistica sia importante nei casi di ritardo psicomotorio e del linguaggio.
Occorre anche dire che questa valutazione solo raramente può essere fatta dallo specialista con una singola visita, ma richiede in genere un periodo di osservazioni successive per valutare l’evoluzione e i possibili fattori in gioco e confermare o meno gli eventuali dubbi e sospetti clinici.

 

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