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L’ipoacusia nei bambini: cos’è e come riconoscerla

Con il termine ipoacusia si indica una problematica relativa all’udito, che si manifesta in età infantile. Parliamo di una mancanza di risposta agli stimoli uditivi che può essere diagnosticata come ipoacusia lieve, media o grave. Analizziamo insieme perché si manifesta questa forma di sordità e le sue varie tipologie, per chiarire cos’è, come riconoscerla e se è possibile prevenirla.

Cos’è l’ipoacusia in età infantile

L’ipoacusia infantile è un deficit uditivo che può colpire il bambino sin dalla nascita o addirittura nel grembo materno. È stato dimostrato infatti che esistono anche cause di tipo prenatale, sin dal periodo di gestazione della mamma.

L’indebolimento uditivo causa nel bambino una ridotta percezione dei suoni e dei rumori che lo circondano, causando disorientamento e difficoltà comunicative.

I primi segnali di una scarsa capacità uditiva si possono notare già nei primi mesi di vita, con l’assenza di tutte quelle risposte spontanee che si notano nella quotidianità.

È opportuno capire quali sono le fasi di sviluppo normale dell’udito, per individuare un eventuale deficit, che potrebbe provocare una problematica di tipo linguistico e sociale.

Le fasi dell’udito

L’udito è essenziale sin dalla nascita per la crescita del bambino e per una corretta acquisizione delle diverse abilità linguistiche e cognitive.

Le tappe evolutive del neonato, che accompagnano lo sviluppo uditivo, sono il momento più adatto per riuscire ad individuare delle probabili difficoltà.

In condizioni normali, un bambino attraversa queste fasi:

  1. Nascita. Il neonato, sin da subito, sente i suoni e le voci che lo circondano, anche se risultano ancora molto deboli. In caso di rumori molto forti è normale vederlo sussultare e avere una reazione di spavento e talvolta anche di pianto.

 

  1. Dai 2 ai 4 mesi. Comincia a riconoscere il tono di voce alto o basso e la voce dei suoi genitori. Questa è la fase in cui capisce di poter emettere da solo dei suoni che lo divertono.

 

  1. Dai 5 ai 6 mesi. Il bambino è già capace di rispondere a degli stimoli più precisi. In questa tappa evolutiva cominciano le prime risate, che sono la risposta a percezioni visive come le smorfie dei genitori, o uditive, come uno starnuto che per un bambino piccolo è un suono molto divertente.

 

  1. Dagli 8 ai 12 mesi. Il bambino riconosce il significato di alcune parole specifiche che rappresentano degli oggetti importanti, come latte e biberon. Se il genitore dice una di queste parole la reazione è immediata.

 

  1. Dai 12 ai 18 mesi. A partire dal compimento del primo anno di vita, il bambino comincia a pronunciare le prime parole, ascoltare melodie muovendo il suo corpo a tempo di musica e interagire con gli altri bambini.

 

Quando queste prime reazioni del bambino non sono presenti, per i genitori deve scattare un campanello d’allarme. È il momento di eseguire degli opportuni controlli dell’apparato uditivo.

Come riconoscere l’ipoacusia nel bambino nei primi mesi di vita

Riuscire a riconoscere i primi segni di un’ipoacusia nei bambini è compito dei genitori in ambito familiare.

I sintomi più evidenti di un deficit del canale uditivo si notano in alcune situazioni specifiche:

  • Il neonato non reagisce a stimoli sensoriali piuttosto forti, come la porta che sbatte o un oggetto pesante che cade a terra. Non si gira verso il rumore e rimane indifferente.
  • In presenza di suoni o di melodie non riesce a comprendere da quale parte arrivino. Gira la testa in tutte le direzioni ma senza scorgere la fonte.
  • Non risponde o non si gira se viene chiamato ripetutamente con il suo nome.
  • Il suo linguaggio è piuttosto deficitario e comincia a parlare più tardi di altri bambini.
  • Spesso guarda con insistenza la persona che gli sta parlando, ma senza avere reazioni adeguate.
  • Se la persona che parla non è di fronte a lui, non si accorge che qualcuno sta parlando.
  • Quando troppe persone parlano contemporaneamente, il bambino non riesce a percepirle tutte ed entra in confusione.

Questi segnali sono una prima elementare diagnosi per un eventuale problema di ipoacusia nei bambini molto piccoli. Man mano che crescono si possono notare altri tipi di segni.

Come riconoscere l’ipoacusia nel bambino in età scolare

Nella fase evolutiva, in cui il bambino dovrebbe già essere capace di parlare correttamente e interagire in maniera appropriata con le altre persone, si possono verificare altre situazioni che fanno scorgere un problema uditivo:

  • Il bambino è solito dire espressioni come “Cosa?” “Eh?” perché non riesce a sentire bene la domanda che gli viene posta.
  • Se sta ascoltando la musica alla radio o sta guardando un programma in televisione, il volume lo tiene molto più alto del necessario.
  • Se parla al telefono, non mantiene la cornetta poggiata su un solo orecchio ma alterna continuamente l’orecchio destro con quello sinistro.

Se un genitore si accorge che qualcosa non va, perché si verifica una delle situazioni prima citate, deve immediatamente recarsi da un otorino per i controlli del caso. Intervenire in maniera precoce aiuta ad attuare strategie in maniera veloce ed efficace.

Le cause dell’ipoacusia prenatale e post-natale

L’ipoacusia nei bambini ha origine da fattori che si verificano sia nel periodo prenatale che in quello post-natale. L’analisi delle cause è importante per una diagnosi precisa dell’entità del disturbo e per l’elaborazione di una strategia d’intervento specifica.

Le cause prenatali dipendono da fattori particolari che coinvolgono la madre durante il periodo di gestazione. Parliamo di cattive abitudini che danneggiano il feto, come l’abuso di alcol o sostanze stupefacenti. Influiscono anche le conseguenze di un’infezione contratta durante la gravidanza di malattie come la toxoplasmosi o la rosolia.

Le cause ereditarie dipendono da fattori genetici che si trasmettono già prima della nascita. Si tratta di disfunzioni dell’apparato uditivo che generano delle inevitabili problematiche sin da subito.

Le cause post-natali sono abbastanza variegate. Possono dipendere da infezioni prese durante l’infanzia in forma grave, come il morbillo e la parotite, ma anche comuni raffreddori o infiammazioni che coinvolgono l’orecchio. Anche un’otite mal curata può essere causa di ipoacusia. Un’altra motivazione alla base dell’origine del problema uditivo è legata al rumore. (In questo caso si parla di ipoacusia da rumore).

Tipi di ipoacusia infantile

A seconda delle cause scatenanti, l’ipoacusia può essere classificata come neurosensoriale, trasmissiva, percettiva o da rumore.

L’ipoacusia neurosensoriale è una patologia che riguarda l’interno dell’orecchio, con danni alla coclea o al nervo uditivo. Questi malfunzionamenti, spesso congeniti, possono essere di diversa entità, ma in ogni caso sono permanenti. Possono essere consigliati, in questo caso, gli apparecchi acustici esterni o un impianto cocleare, cioè l’inserimento interno di dispositivi elettronici, attraverso un intervento appropriato.

L’ipoacusia trasmissiva è un disturbo che colpisce l’orecchio più esternamente, senza coinvolgere o danneggiare le sue componenti interne. Il suono non riesce a giungere alla coclea correttamente perché impedito da fattori di vario tipo, come un’otite media, infezioni batteriche, tappi di cerume o oggetti esterni che ostruiscono il canale uditivo.

L’ipoacusia percettiva è un problema che deriva da malfunzionamenti nel sistema nervoso. Nello specifico, è compromessa la trasmissione dei segnali nervosi, creando delle conseguenze nella capacità di comprendere i suoni. L’udito e l’orecchio non presentano alcuna problematica, ma non riescono a rispondere in modo corretto agli stimoli perché il suono arriva distorto o troppo debole.

L’ipoacusia da rumore è un disturbo che danneggia la facoltà uditiva del bambino a causa di un’esposizione eccessiva e continuativa al rumore. Recenti studi dimostrano che, in casi di rumori costanti e molto forti, si possono verificare delle conseguenze che causano forme di ipoacusia. Ascoltare frequentemente la musica con gli auricolari o essere esposti ad un volume troppo altro con continuità, è dannoso per le orecchie sensibili del bambino.

La diagnosi dell’ipoacusia nei bambini

Effettuare una diagnosi precoce è il mezzo per migliorare la situazione del bambino e consentirgli di ridurre le problematiche sociali e scolastiche, relative alla scarsa percezione uditiva.

Una diagnosi orientativa può essere fatta già durante la gravidanza: attraverso la villocentesi si possono scorgere i segnali di una forma di ipoacusia. Questa consapevolezza permette di intervenire subito dopo la nascita.

Il primo intervento di diagnosi deve essere fatto attraverso lo screening audiologico neonatale. L’esame non è invasivo per i neonati e viene effettuato nei primi giorni di vita. Il risultato consente di scorgere delle problematiche nelle sue primissime forme e intervenire subito.

Successivamente, si possono effettuare diversi tipi di esami per il controllo dell’udito del bambino, con test oggettivi che osservano le risposte dell’attività cerebrale a determinati stimoli.

Gli esami audiometrici rivolti al bambino sono essenziali per monitorare e accertare la sua sensibilità ai suoni e agli stimoli che lo circondano. Un solo esame però non è sufficiente, ma le indagini devono essere ripetute nel tempo.

Come prevenire le forme di ipoacusia

È possibile prevenire l’ipoacusia nei bambini? Gli studi effettuati confermano la presenza di fattori di rischio, che si possono utilizzare come forma preventiva del disturbo uditivo.

Per prevenire le forme di ipoacusia con cause prenatali, è bene che la madre osservi delle abitudini sane durante la gravidanza e faccia preventivamente le dovute vaccinazioni contro le eventuali infezioni che possono provocare ipoacusia nei nascituri.

Subito dopo la nascita bisogna prestare attenzione alle forme di otite che colpiscono i bambini: la cura deve essere tempestiva ed efficace. Un’otite sottovalutata può infatti essere la causa di deficit uditivi.

Inoltre è bene che i piccoli che possiedono un udito particolarmente sensibile, non siano esposti a fonti di rumore troppo forti per non danneggiare il loro apparato uditivo. Evitare suoni eccessivamente alti vicino ai neonati e consigliare ai bambini più grandi di non alzare molto il volume della musica quando si indossano gli auricolari.

Le conseguenze dell’ipoacusia nei bambini

L’ipoacusia nei bambini può causare conseguenze nella sua vita scolastica, sociale e linguistica.

Il primo aspetto che è messo in risalto nei casi di indebolimento uditivo è la difficoltà a sviluppare correttamente il linguaggio. Il bambino comincia a parlare tardivamente e con difficoltà. Le sue problematiche hanno delle conseguenze anche nell’apprendimento e nel rendimento scolastico.

La comunicazione con gli altri è parzialmente compromessa e anche l’emotività del bambino potrebbe subire dei cambiamenti significativi.

Il bambino manifesta dei sentimenti di frustrazione per l’incapacità di comprendere gli altri, spesso associata a forme di rabbia. Potrebbe chiudersi in se stesso per paura di non riuscire a comunicare e, a scuola, e isolarsi dal resto della classe. La timidezza può alternarsi a tristezza per l’atteggiamento che hanno gli adulti nei suoi confronti.

È molto importante quindi dedicare una particolare attenzione alla cura e ai trattamenti consigliati per l’ipoacusia neurosensoriale e per le altre forme che si manifestano in età infantile.

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