Balbuzie infantile: cosa fare se il bambino balbetta?
24 Settembre 2017
L’importanza del parent training
2 Ottobre 2017

Dislessia, come intervenire?

Nei casi di dislessia evolutiva è opportuno cominciare nel più breve tempo possibile una terapia per aiutare il bambino a lavorare sulle sue difficoltà e migliorare le sue abilità. I trattamenti per la dislessia sono il frutto di un’azione combinata di più specialisti che forniscono delle indicazioni, ognuno nel proprio settore di competenza, in collaborazione con i genitori del bambino e i suoi insegnanti. Scopriamo come curare lavorare con questi bambini/ragazzi con il metodo Crispiani.

Le strategie di intervento del Sistema CO.CLI.TE.

La dislessia, secondo il metodo Crispiani, si avvale delle strategie d’intervento che rientrano nel cosiddetto Sistema CO.CLI.TE., cognitivo clinico trattamento educativo.

Alla base di questo specifico sistema riabilitativo c’è l’utilizzo di una metodologia ecologico-dinamica, che si focalizza sull’individualità del bambino e lo aiuta concretamente a sviluppare la sua fluidità con azioni dirette e con i materiali idonei.

Il bambino è sottoposto a questi trattamenti per la dislessia per almeno un trimestre e segue un iter riabilitativo che comprende 3 sedute a settimana. Durante questi incontri si lavora sulle “12 azioni” che sono i punti di forza dell’intero sistema:

  1. L’autoanalisi
  2. La motricità
  3. La percezione
  4. La memoria
  5. Il linguaggio
  6. La grafo-motricità
  7. I Barrages, o sequenze visive e grafiche
  8. La letto-scrittura
  9. La narrazione
  10. La discalculia
  11. Il pensiero
  12. La comprensione del testo

Ogni azione deve essere svolta in maniera fluida e automatica.

Obiettivi e finalità dei trattamenti riabilitativi

I trattamenti per la dislessia che fanno riferimento al Sistema CO.CLI.TE., sono effettuati per migliorare le capacità sequenziali, percettive e linguistiche con un’attenzione particolare alle capacità grafo-motorie. Leggere, scrivere e fare calcoli devono diventare dei processi automatici svolti con fluidità.

In questo modo il bambino riesce a fare ordine nei suoi pensieri e auto-correggersi quando sbaglia.

Il processo di automatizzazione è graduale e non comprende l’uso di strumenti compensativi, come i programmi di videoscrittura, gli audiolibri e la calcolatrice. Il metodo Crispiani non utilizza tali misure perché ritenute deleterie per lo sviluppo e il miglioramento delle abilità di un bambino dislessico.

Nei casi di dislessia, quando il soggetto si avvale dell’uso di questi strumenti, si va incontro al rischio di una regressione dell’organo cerebrale. Il bambino si adagia sulla sua condizione e non esercita le sue difficoltà nella lettura, nella scrittura e nel calcolo. Non sente il bisogno di impegnarsi, ma durante il confronto con i coetanei si ritrova a fronteggiare sentimenti di inferiorità e scarsa autostima.

Nella sua mente sorge spontanea la domanda: “Perché loro non hanno bisogno di strumenti compensativi mentre io si?”

È opportuno incentivare il bambino nelle esercitazioni delle competenze primarie per non farlo sentire diverso dagli altri e per accelerare il suo processo di miglioramento.

La valutazione dei risultati dei trattamenti per la dislessia

Alla fine del percorso riabilitativo è prevista un’analisi approfondita per valutare se il trattamento ha avuto degli esiti positivi, sia dal punto di vista qualitativo che clinico. Per questa specifica indagine si utilizza un metodo di controllo chiamato VTA o Valutazione Trattamento Abilitativo.

Questo strumento di valutazione riguarda tutte le persone coinvolte nel percorso terapeutico del bambino: genitori, insegnanti e terapisti. Si valutano i suoi progressi per vedere se la condizione dislessica è rimasta inalterata o ha subito dei cambiamenti.

L’esito del test per la dislessia deriva da un insieme di indicatori, che attribuiscono un valore preciso ad ogni azione svolta.

Se l’esito è positivo vuol dire che il bambino dislessico è riuscito a migliorare le sue competenze relative alla lettura, alla scrittura e ai calcoli. Non necessita di strumenti compensativi per svolgere prove ed esami e può quasi considerarsi al pari dei suoi compagni nella attività scolastiche.

Nella vita grazie al lavoro coordinato di tutto questo imparerà a fronteggiare le situazioni che richiedono abilità di problem solving e riuscirà a relazionarsi agli altri senza sentirsi inadeguato o inferiore.

Commenta con Facebook

Comments are closed.