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Mio figlio ancora non parla: cosa devo fare?

Quando i genitori si rivolgono a noi logopediste del CMR, sono spesso pieni di domande e preoccupazioni sullo sviluppo linguistico dei figli. Una delle domande che vengono poste più di frequente è “Perché mio figlio ancora non parla?“. Oggi cercheremo di dare una risposta esauriente a questa domanda e al tempo stesso daremo alcune indicazioni utili sulla strada da intraprendere.

A quale età inizia la produzione delle parole

Ogni bambino è diverso dall’altro e se la maggior parte dei bimbi inizia a produrre le prime parole a 9-12 mesi, altri cominciano un po’ più tardi, intorno ai 18 mesi. Le prime parole arrivano subito dopo il periodo della lallazione (ma ma ma, pa pa pa) arrivando fino alla formazione delle prime parole (mamma, papà, pappa).

In questa fase non è importante come il bambino pronuncia le parole, ma quante ne produce. Alcuni bambini di 18-24 mesi riescono ad articolare le parole in modo molto preciso, mentre altri pronunciano parole ancora incomprensibili. Questo non deve destare alcuna preoccupazione e bisogna incoraggiare i bimbi a tentare e migliorarsi.

Cosa fare se mio figlio ancora non parla?

Alcune attività possono stimolare lo sviluppo linguistico dei bambini. Si tratta di attività che per i piccoli rappresentano solo un gioco, ma possono rivelarsi molto utili per quelli che ancora non parlano. Ecco le attività consigliate:

  1. Leggere fin da piccolissimi

Anche se i bambini sono molto piccoli, possono iniziare ad interagire con i libri. Inizieranno a sfogliare le pagine avanti e indietro senza uno scopo preciso e osserveranno con curiosità le immagini colorate. Bisognerebbe creare una routine intorno alla lettura e dedicare un preciso momento della giornata ai libri. Se si sceglie il momento prima della nanna, si otterrà l’ulteriore vantaggio di ridurre gli stimoli eccessivi del piccolo e favorirne il sonno. I benefici della lettura per i bambini sono diversi: aumenta l’attenzione, migliora il vocabolario e aiuta a capire i nessi causa-effetto. L’unica raccomandazione è quella di scegliere il libro adatto all’età.

  1. Attività manuali

Esiste un nesso molto forte tra lo sviluppo del linguaggio e la manualità, quindi proporre attività manuali contribuisce a migliorare anche la capacità di parlare. I giochi più efficaci sono quelli bimanuali, che prevedono l’utilizzo e la coordinazione di entrambe le mani. Si tratta di attività semplici, che possono risultare molto divertenti se proposte sotto forma di gioco. Tagliare, strappare, infilare, avvitare e svitare sono gesti molto utili per migliorare la motricità fine. Per organizzare queste semplici attività, bastano pochi oggetti di uso comune: forbici e fogli, fili e perline, tappi e bottiglie, monete e salvadanaio ecc.

  1. Attività espressive

Un’altra attività consigliata è quella di invitare il bambino ad esprimersi con le mani per comunicare un messaggio simbolico (ad esempio ciao, ok, corna, marameo, autostop ecc.). Si può trattare anche di un gioco d’imitazione attraverso il supporto di canzoncine. Le attività buccofacciali sono invece quelle che stimolano la capacità di usare i muscoli facciali e della bocca in modo funzionale e coordinato. Anche in questo caso i gesti da compiere sono molto semplici, come aprire e chiudere la bocca, gonfiare le guance, muovere la lingua in varie direzioni, schioccare la lingua o soffiare.  Questi movimenti possono essere inseriti all’interno di un racconto inventato sul momento, così da coinvolgere il bambino e divertirvi insieme.

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