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La figura dell’insegnante di sostegno e dell’AEC

insegnante di sostegno

L’insegnante di sostegno e l’AEC sono due figure professionali differenti che aiutano il bambino in difficoltà nel suo percorso scolastico e di inclusione. A seconda del disturbo specifico, è possibile richiedere l’assistenza di uno dei due ruoli alle autorità competenti: bisogna seguire una procedura precisa che prende le mosse da un’opportuna valutazione finalizzata all’accertamento l’esistenza del problema. Vediamo di capire meglio quali sono le loro mansioni e la procedura per ottenere il loro supporto.

L’insegnante di sostegno

La figura dell’insegnante di sostegno è disciplinata dalla legge 517/77, che prevede l’aiuto di un professionista a fianco del bambino portatore di handicap all’interno della scuola. Il suo ruolo è quello di facilitare il disabile nel suo percorso di studi.

L’insegnante di sostegno è dunque un mediatore tra la scuola e il bambino. Partecipa alle lezione durante l’orario scolastico e si assicura che l’alunno segua il piano didattico personalizzato previsto per il suo caso.

I suoi compiti riguardano diverse aree di competenza:

  • Didattica. Deve partecipare attivamente alla programmazione didattica ed educativa e alle verifiche.
  • Osservazione. Il suo compito più importante è quello di riuscire a individuare ogni bisogno del bambino, attraverso l’osservazione.
  • Strategie educative. L’insegnante deve attuare delle precise strategie per far conciliare il PEI (piano educativo individualizzato) con la didattica prevista per il resto della classe.
  • Comunicazioni con i familiari. I rapporti con la famiglia devono avvenire costantemente e il referente principale deve essere proprio l’insegnante di sostegno.
  • Integrazione. Qualsiasi processo di integrazione deve essere stimolato, per promuovere la socializzazione del bambino disabile con i suoi compagni, all’interno dei progetti scolastici.

Secondo la normativa, un insegnante di sostegno viene assegnato a chi possiede un handicap accertato, secondo quanto previsto dalla legge 104/92.

La figura dell’AEC

AEC è una sigla che indica l’assistente educativo culturale. Questa figura professionale opera sul piano relazionale e sociale, per favorire l’integrazione del bambino diversamente abile all’interno della scuola. A seconda dei casi, può collaborare con la figura che si occupa del sostegno o sostituirsi a lui.

L’AEC deve favorire i processi di autonomia del bambino e sostenerlo dal punto di vista fisico, psicologico e sociale.

Questa figura professionale è prevista dalla legge 104/92, che specifica il suo ruolo e i suoi compiti:

  • Favorire la comunicazione dell’alunno con gli insegnanti curricolari e con i compagni
  • Assisterlo durante i pasti per aiutarlo a diventare autonomo
  • Accompagnarlo negli spostamenti da un luogo all’altro della scuola
  • Aiutarlo nella cura della sua igiene personale
  • Aiutarlo a superare le barriere architettoniche, soprattutto nelle uscite scolastiche
  • Affiancarlo durante le attività ricreative e formative

Come si ottengono l’insegnante di sostegno e l’AEC

Entrambe le figure servono per dare sostegno al bambino, uno per la didattica e l’altro per l’aspetto sociale e relazionale.

In entrambi i casi è necessaria una valutazione accurata da parte del personale medico e una specifica procedura per ottenere la 104, da seguire prima dell’inizio dell’anno scolastico.

La domanda può essere presentata dai familiari del bambino al neuropsichiatra infantile dell’ASL, tenendo conto della normativa presente nel proprio comune e le indicazioni del MIUR.

La visita specialistica provvede ad una prima valutazione del caso e richiede l’accertamento dell’handicap, attraverso una diagnosi funzionale che giustifichi la necessità dell’insegnante di sostegno o dell’AEC.

Ottenuto il verbale di handicap si può procedere con l’assegnazione della figura di riferimento e la redazione del PEI. Nel caso della richiesta del sostegno, all’interno del piano educativo personalizzato sono comprese anche le ore di sostegno a cui il bambino ha diritto.

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