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La comunicazione aumentativa alternativa

comunicazione aumentativa alternativa

La comunicazione aumentativa alternativa è un approccio a cui si può ricorrere per aiutare i bambini con difficoltà, effettuando un intervento mirato e “disegnato” apposta per loro. Come? Partiamo dal termine: si chiama alternativa perché ricorre a modalità differenti dal linguaggio verbale, come le immagini, i gesti, l’ausilio di oggetti.

Si tratta quindi di un approccio che si può usare quando un bambino ha difficoltà di linguaggio. Scopriamo quindi come funziona e vediamo anche qualche esempio pratico attraverso le immagini.

Perché un bambino ha difficoltà di linguaggio?

In età evolutiva è possibile assistere a diverse tipologie di difficoltà della comunicazione, che possono riguardare il versante ricettivo, ovvero la comprensione, e/o l’aspetto espressivo, di produzione. La comprensione linguistica, a sua volta, si suddivide in diverse componenti: la comprensione grammaticale, semantico-lessicale, l’elaborazione dell’input a livello fonologico, l’aspetto socio-pragmatico.

Rispetto al versante espressivo, possiamo avere deficit relativi allo speech e quindi all’articolazione del linguaggio, alla voce e alla fluenza, oppure deficit nel language, che si riferisce al modo di utilizzare il linguaggio, con connotazione socio-pragmatica, lessicale e morfosintattica. Inoltre, una buona abilità linguistica richiede competenze comunicative altrettanto adeguate, quali: l’attenzione, l’attenzione condivisa (joint attention), la capacità di tenere e rispettare il turno, l’iniziativa comunicativa, l’intenzionalità.

Perché un bambino potrebbe avere difficoltà di linguaggio? Le ragioni possono essere molteplici, come un deficit cognitivo, una difficoltà in ambito socio-relazionale, una importante difficoltà attentiva, un grave difetto dello speech con scarsa intellegibilità verbale, un deficit percettivo, come l’ipoacusia. Rispetto alle diverse condizioni patologiche in età evolutiva possiamo trovare compromissioni a uno o più livelli della comunicazione e del linguaggio.

Cos’è la comunicazione aumentativa alternativa e quando serve

La comunicazione aumentativa alternativa è un valido aiuto in caso di difficoltà del linguaggio, ma in che modo? Per rispondere partiamo dal suo nome. È Aumentativa poiché non riduce, ma facilita e aumenta, le possibilità comunicative del soggetto. È credenza comune che, qualora al bambino venga offerta una immagine da indicare, “non si sforzerà più di parlare e peggiorerà”.

Dobbiamo invece tenere in considerazione due fattori fondamentali: in primo luogo, le competenze comunicative e linguistiche sono profondamente interconnesse tra loro. Non vanno pensate come isolate, come dei cavi scollegati l’uno dall’altro. Inoltre un sistema riabilitativo funzionante è sempre e solo quello che mira a una integrazione delle funzioni, poiché i canali si influenzano a vicenda.

I bambini non vanno visti come un insieme di cassetti divisi tra di loro, su cui si interviene separatamente. L’essere umano non funziona così, e tutto ciò che non mira all’integrazione in un unico circuito sarà destinato a fallire, poiché non verrà interiorizzato dal soggetto. Un bravo logopedista deve quindi tenere in mente quali sono tutte le esigenze del bambino, per poi stabilire delle priorità d’intervento.

Laddove è possibile e fruttuoso un lavoro di miglioramento dell’articolazione, ad esempio, la comunicazione aumentativa alternativa si presta meravigliosamente anche come supporto dello speech. Se utilizzata con intelligenza e condivisa dalla famiglia, può aiutare il bambino a migliorare anche la sua intellegibilità, se tale potenzialità è presente.

Di fronte a complessi bisogni comunicativi sarebbe folle concentrarsi solo sull’articolazione del linguaggio, oppure pensare che una immagine possa risolvere tutti i problemi del bambino! Un bel supporto visivo della frase, eventualmente accompagnando l’indicazione alla produzione verbale delle parole, che il bambino potrà portarsi nel bar per richiedere il cornetto preferito, potrebbe essere di enorme aiuto! Non dobbiamo dimenticare l’obiettivo finale di qualsiasi terapia degna di questo nome: la vita quotidiana!

Come funziona la comunicazione aumentativa alternativa

Nel concreto, in che modo la comunicazione aumentativa alternativa fornisce un aiuto al bambino? Innanzitutto, è fondamentale comprendere quale sia il livello cognitivo del piccolo paziente e capire a quale livello di concretezza attribuisce un significato.

Cosa serve a questo bambino per comprendere? Ha bisogno di stimoli sensoriali? Riesce a comprendere cosa si sta per fare da un oggetto che gli viene mostrato? (es. Se vede lo spazzolino da denti, comprende che si andrà a lavare i denti?) Una fotografia può aiutarlo a capire cosa avverrà o a riepilogare cosa è avvenuto? La collega all’esperienza? O gli basta anche solo un simbolo molto astratto?

A queste configurazioni fanno riferimento diversi livelli di attribuzione del significato: livello di sensazione (livello sensoriale), presentazione (livello oggettuale), rappresentazione (livello iconico) e meta-rappresentazione (il livello maggiormente astratto che include, ad esempio, la comprensione di modi di dire e metafore). È fondamentale capire a quale livello si trova il nostro bambino prima di iniziare un intervento di comunicazione aumentativa alternativa, se vogliamo che esso si riveli efficace. Inutile, ad esempio, proporre un simbolo astratto a un bambino che si trova nello stadio di sensazione!

Altro aspetto importante è valorizzare le possibilità comunicative già presenti nel bambino. I gesti, lo sguardo, le modalità di comportamento funzionale, sono preziosissime.

I logopedisti, poi, non possono che valutare attentamente e considerare le abilità verbali raggiunte, residue e potenziali del bambino. CAA e linguaggio si possono integrare tra loro in maniera fantastica, ma vediamo qualche esempio.

La comunicazione aumentativa alternativa per organizzare la frase

comunicazione aumentativa alternativa
È possibile contornare i simboli con un colore rappresentativo della categoria lessicale e grammaticale (es. i verbi rossi, 
i complementi oggetto blu, i luoghi verdi).

Per trovare le parole da dire 

comunicazione aumentativa alternativa
In quali altri modi si possono utilizzare le immagini (foto, simboli, disegni)?

Per raccontare 

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Per anticipare e spiegare cosa avverrà dopo

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Esempio di Agenda Visiva 
comunicazione aumentativa alternativa

Per giocare! Autoregolare l’attenzione, il turno…

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Per leggere un bel libro o studiare! Si possono realizzare tante attività bellissime con la scuola, come il materiale adattato per l’apprendimento.

“Che rabbia!”, di Mireille D’Allancé, Edizione “Uovo Nero” 
comunicazione aumentativa alternativa

In conclusione, la comunicazione aumentativa alternativa è un approccio estremamente flessibile e personalizzabile, adattabile alle esigenze comunicative di ciascun bambino con difficoltà sul piano verbale, linguistico e comunicativo. È fondamentale ragionare sul livello di complessità e sulla tipologia dei supporti utilizzati per poter fornire al nostro bambino un reale supporto alle sue esigenze comunicative, in tutti i contesti di vita.

Per scoprire altri approcci per aiutare un bambino con difficoltà di linguaggio, visita il blog Mammefficaci, curato dalla dott.ssa logopedista Valentina Chiarelli, o contatta i professionisti del CMR per fissare un primo colloquio gratuito.

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