La disfonia infantile: cos’è e come riconoscerla
18 Giugno 2018
Quando la seduta di nostro figlio non è corretta. Scopri come aiutarlo on il W-SITTING – seduta a W
13 Agosto 2020

La comunicazione aumentativa alternativa

Di cosa si tratta? Quando può essere utile?

In età evolutiva è possibile assistere a diverse tipologie di difficoltà della comunicazione, che possono riguardare il versante ricettivo, ovvero la comprensione, e/o l’aspetto espressivo, di produzione. La comprensione linguistica, a sua volta, si suddivide in diverse componenti: la comprensione grammaticale, semantico-lessicale, l’elaborazione dell’input a livello fonologico, l’aspetto socio-pragmatico; rispetto al versante espressivo, possiamo avere deficit relativi allo speech, ovvero in merito all’articolazione del linguaggio, alla voce e alla fluenza, oppure nel language, che si riferisce al modo di utilizzare il linguaggio, con connotazione socio-pragmatica, lessicale e morfosintattica. Inoltre, una buona abilità linguistica richiede competenze comunicative altrettanto adeguate, quali: l’attenzione, l’attenzione condivisa (joint attention), la capacità di tenere e rispettare il turno, l’iniziativa comunicativa, l’intenzionalità…

Perché un bambino potrebbe avere difficoltà di linguaggio? Le ragioni possono essere molteplici, come un deficit cognitivo, una difficoltà in ambito socio-relazionale, una importante difficoltà attentiva, un grave difetto dello speech con scarsa intellegibilità verbale, un deficit percettivo, come l’ipoacusia. Rispetto alle diverse condizioni patologiche in età evolutiva possiamo trovare compromissioni a uno o più livelli della comunicazione e del linguaggio.

La Comunicazione Aumentativa Alternativa è un approccio a cui si può ricorrere per aiutare i bambini con difficoltà, effettuando un intervento mirato e “disegnato” apposta per loro. Come? Partiamo dal termine: si chiama Alternativa perché ricorre a modalità differenti dal linguaggio verbale, come le immagini, i gesti, l’ausilio di oggetti… Ma è Aumentativa poiché non riduce, bensì facilita e aumenta, le possibilità comunicative del soggetto. È credenza comune che, qualora al bambino venga offerta una immagine da indicare, egli “non si sforzerà più di parlare e peggiorerà”.

Ora, dobbiamo tenere in considerazione due fattori fondamentali: in primo luogo, le competenze comunicative e linguistiche sono profondamente interconnesse tra loro, non vanno pensate come singole e disperse, come dei cavi scollegati l’uno dall’altro; un sistema riabilitativo funzionante è sempre e solo quello che mira a una integrazione delle funzioni, poiché i canali si influenzano a vicenda. I bambini non vanno visti come un insieme di cassetti divisi tra di loro, su cui si interviene separatamente. L’essere umano non funziona così, e tutto ciò che non mira all’integrazione in un unico circuito sarà destinato a fallire, poiché non verrà interiorizzato dal soggetto. Altresì, e qui possiamo collegarci al secondo punto, un bravo logopedista deve tenere in mente quali sono tutte le esigenze del bambino, per poi stabilire delle priorità d’intervento.

Laddove è possibile e fruttuoso un lavoro di miglioramento dell’articolazione, ad esempio, la Comunicazione Aumentativa Alternativa si presta meravigliosamente anche come supporto dello Speech e, se utilizzata con intelligenza e condivisa dalla famiglia, può aiutare il bambino a migliorare anche la sua intellegibilità, se tale potenzialità è presente. In poche parole, di fronte a complessi bisogni comunicativi sarebbe folle tanto il concentrarsi solo sull’articolazione del linguaggio quanto il pensare che una immagine possa risolvere tutti i problemi del bambino! Magari invece, se possibile, un bel supporto visivo della frase, eventualmente accompagnando l’indicazione alla produzione verbale delle parole, che il bambino potrà portarsi appresso nel bar per richiedere il cornetto preferito, potrebbe essere di enorme aiuto! Non dobbiamo dimenticare l’obiettivo finale di qualsiasi terapia degna di questo nome: la vita quotidiana!

Torniamo alla Comunicazione Aumentativa Alternativa: nel concreto, in che modo fornisce un aiuto al bambino? Innanzitutto, è fondamentale comprendere quale sia il livello cognitivo del piccolo paziente e capire a quale livello di concretezza attribuisce un significato. Ovvero? Ovvero….Cosa serve a questo bambino per comprendere? Ha bisogno di stimoli sensoriali? Riesce a comprendere cosa si sta per fare da un oggetto che gli viene mostrato? (es. Se vede lo spazzolino da denti, comprende che si andrà a lavare i denti?) Una fotografia può aiutarlo a capire cosa avverrà o a riepilogare cosa è avvenuto? La collega all’esperienza? O gli basta anche solo un simbolo molto astratto?

A queste configurazioni fanno riferimento diversi livelli di attribuzione del significato: livello di Sensazione (livello sensoriale), Presentazione (livello oggettuale), Rappresentazione (livello iconico) e Meta-rappresentazione (il livello maggiormente astratto che include, ad esempio, la comprensione di modi di dire e metafore). È fondamentale capire a quale livello si trova il nostro bambino prima di iniziare un intervento di Comunicazione Aumentativa Alternativa, se vogliamo che esso si riveli efficace. Inutile, ad esempio, proporre un simbolo astratto a un bambino che si trova nello stadio di Sensazione!

Altro aspetto importante: valorizzare le possibilità comunicative già presenti nel bambino! I gesti, lo sguardo, le modalità di comportamento funzionale, sono preziosissime.

I logopedisti, poi, non possono che valutare attentamente e considerare le abilità verbali raggiunte, residue e potenziali del bambino. CAA e linguaggio si possono integrare tra loro in maniera fantastica, ecco qualche esempio:

La CAA per organizzare la frase

È possibile contornare i simboli con un colore rappresentativo della categoria lessicale e grammaticale (es. i verbi rossi, 
i complementi oggetto blu, i luoghi verdi) 

Per trovare le parole da dire 

In quali altri modi si possono utilizzare le immagini (foto, simboli, disegni)?

Per raccontare 

Per anticipare e spiegare cosa avverrà dopo

Esempio di Agenda Visiva 

Per giocare! Autoregolare l’attenzione, il turno…

Per leggere un bel libro o studiare! Si possono realizzare tante attività
bellissime con la scuola, come il materiale adattato per l’apprendimento.

“Che rabbia!”, di Mireille D’Allancé, Edizione “Uovo Nero” 

In conclusione, la Comunicazione Aumentativa Alternativa è un approccio estremamente flessibile e personalizzabile, adattabile alle esigenze comunicative di ciascun bambino con difficoltà sul piano verbale, linguistico e comunicativo. È fondamentale ragionare sul livello di complessità e sulla tipologia dei supporti utilizzati per poter fornire al nostro bambino un reale supporto alle sue esigenze comunicative, in tutti i contesti di vita.

Commenta con Facebook

Comments are closed.