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La diagnosi di autismo in base al DSM 5 e alla Linea Guida 21 ISS

diagnosi di autismo

La diagnosi di autismo viene effettuata da professionisti specializzati, seguendo delle linee guida e dei criteri ben precisi. Queste indicazioni sono riportate in modo dettagliato all’interno del DSM-5.

In questa breve guida, vedremo quali sono i criteri scientifici utilizzati per diagnosticare l’autismo e le terapie riconosciute dalle evidenze scientifiche.

La diagnosi di autismo

L’autismo è un disturbo classificato tra le disabilità intellettive, in cui rientrano diverse condizioni legate a disfunzioni nel processo di maturazione del sistema nervoso.

I bambini con autismo manifestano i primi sintomi quando le occasioni di socialità iniziano a richiedere abilità sempre più evolute, mostrando difficoltà nell’interazione con il mondo che li circonda.

L’iter diagnostico per verificare la presenza di sindrome dello spettro autistico comincia con un primo colloquio con i genitori del bimbo.

Si passa poi ad un’attenta osservazione del bambino da parte di un team multidisciplinare, grazie ad una serie di test specifici per diagnosticare l’autismo. I più comuni sono: l’ADOS (Autism Diagnostic Observation Schedule) e il BSBS (Communication and Symbolic Behavior Scale).

Le indicazioni per effettuare una corretta diagnosi di autismo sono indicate in un documento ufficiale, che si chiama DSM, e nelle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità. Vediamo di cosa si tratta.

DSM: manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali

Le caratteristiche dello spettro autistico non sono nette e decisive. Fare una diagnosi precisa non è sempre facile.

Il DSM descrive con precisione le definizioni dei disturbi mentali e le indicazioni da seguire per formulare una diagnosi corretta. Il DSM è un vero e proprio manuale redatto da una commissione di esperti in psichiatria e disturbi mentali.

Al suo interno sono riportate tutte le informazioni approvate dalla comunità scientifica internazionale, dopo accurati studi e lunghi dibattiti. Il testo più aggiornato è il DSM 5, ufficialmente riconosciuto in sostituzione del precedente DSM IV. In seguito all’introduzione del DSM 5, sono stati aggiunti e modificati diversi criteri di valutazione.

Cosa cambia tra il DSM IV e il DSM 5

Nella nuova versione del DSM, i disordini dello spettro autistico vengono inquadrati all’interno dei disturbi del Neurosviluppo. Rispetto al DSM IV, le sottocategorie diagnostiche sono state inglobate in due macroaree: criteri per il repertorio di interessi e criteri socio-comunicativi.

Significa che vengono valutati alcuni comportamenti ufficialmente riconosciuti come sintomi dell’autismo. Ad esempio, incapacità di interazione sociale, difficoltà nella comunicazione e ricerca di schemi comportamentali ripetitivi.

Durante la fase di diagnosi, ognuno dei criteri riportati nel DSM 5 viene poi valutato in base alla sua intensità. Possiamo quindi affermare che il passaggio al DSM 5 permette allo specialista di delineare con maggiore precisione il profilo del paziente autistico.

Una modifica importante introdotta con il nuovo DSM è l’attenzione agli input sensoriali. L’apparente indifferenza al caldo o al freddo, il fastidio provato verso alcuni suoni o consistenze specifiche diventano, con il DSM 5, elementi di valutazione fondamentali.

Linea guida 21 ISS: di cosa si tratta?

Nel 2011, l’Istituto Superiore di Sanità ha redatto una serie di raccomandazioni da rispettare nel trattamento dell’autismo. Eccone alcune:

  • Considerare l’autismo come un disturbo neurologico;
  • Inserire l’intervento psicoeducativo nell’ambito del piano di cura;
  • Considerare la possibilità che il paziente autistico abbia bisogno di supporto in ogni ambito della sua quotidianità;
  • Personalizzare il piano di intervento a seconda delle necessità individuali del paziente;
  • Coinvolgere la famiglia del bambino e istruirla ad interagire correttamente con lui, attraverso percorsi di parent training.

Le terapie consigliate per il trattamento dell’autismo

Quando arriva una diagnosi di autismo, bisogna cominciare ad elaborare una strategia terapeutica che aiuti il bambino e la sua famiglia a gestire la situazione.

Uno dei programmi più accreditati è il metodo ABA, che è molto efficace per potenziare le abilità intellettive, linguistiche e comportamentali dei piccoli pazienti autistici.

Molto efficace è anche il programma TEACCH, in grado di migliorare in modo notevole le capacità cognitive, motorie e relazionali.

Tra le terapie consigliate per trattare i disturbi dello spettro autistico, merita una menzione la terapia cognitivo-comportamentale. Questo tipo di approccio è particolarmente utile per i pazienti che manifestano comportamenti difficili da gestire. La terapia cognitivo-comportamentale fornisce gli strumenti per gestire situazioni di agitazione e di rabbia.

E’ importante affidarsi a personale esperto, in grado di migliorare la qualità di vita del bambino. Prenota un primo colloquio gratuito per parlare con uno specialista ed elaborare con lui il corretto percorso terapeutico.

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