ritardo mentale
Il ritardo mentale: definizione, diagnosi e trattamenti
20 Gennaio 2021
ritardo dello sviluppo psicomotorio
Il ritardo dello sviluppo psicomotorio: cos’è e come riconoscerlo
21 Gennaio 2021

Il disturbo della coordinazione motoria: cos’è e come riconoscerlo

disturbo della coordinazione motoria

Non è facile riconoscere il disturbo della coordinazione motoria, una patologia infantile che rende i bambini goffi nei movimenti. Si tende a definirli un po’ impacciati, senza riuscire a comprendere che alla base dei loro modi maldestri ci sia un problema. Ecco perché è bene fare chiarezza sulle caratteristiche del disturbo e sapere come affrontarlo, per favorire una certa autonomia.

Cos’è il disturbo della coordinazione motoria

Il disturbo della coordinazione motoria o DCM causa delle alterazioni motorie. Non si riscontrano delle patologie a livello neurologico, ma i movimenti dei bambini risultano imprecisi, causando problematiche sociali e relazionali.

La coordinazione è compromessa, così come l’equilibrio e la capacità di dosare la propria forza fisica. Può capitare che questi bambini senza volerlo facciano male ai propri coetanei, perché incapaci di regolare i propri movimenti.

Risultano maneschi e impacciati. Naturalmente la consapevolezza di non essere uguali agli altri ha delle ripercussioni sulla sfera emotiva e causa molta insicurezza e bassa stima di sé.

I segni per riconoscere il disturbo della coordinazione motoria

La diagnosi iniziale è particolarmente difficile in questi casi, soprattutto da parte dei genitori e degli insegnanti. Il disturbo viene spesso scambiato per goffaggine e il bambino è etichettato come un soggetto maldestro e poco coordinato.

Esistono invece dei veri e propri segnali che permettono di riconoscere il disturbo della coordinazione motoria:

  • Molti movimenti del bambino risultano goffi e impacciati. Anche se non volontariamente, fa cadere gli oggetti o mentre cammina sbatte con persone e cose davanti a lui.

 

  • Alcune abilità possono essere compromesse, come quelle che riguardano l’uso del corpo oppure delle mani.

 

  • Si manifesta un ritardo nell’acquisizione di particolari capacità motorie, come andare in bicicletta o prendere una palla.

 

  • Se è necessario svolgere azioni che richiedono l’uso di più parti del corpo, come chiudere una cerniera o tagliare con le forbici, il bambino presenta delle grosse difficoltà.

 

  • L’equilibrio è una capacità che risulta molto scarsa e anche salire le scale può risultare complicato.

 

  • In attività manuali come la scrittura non riesce a bilanciare la sua velocità.

 

  • I suoi movimenti sono imprecisi e in operazioni specifiche potrebbe non essere capace di portare a termine il compito.

 

  • Se messo sotto pressione per svolgere un esercizio in un dato limite di tempo, si potrebbe agitare molto senza riuscire a completarlo.

 

  • Le difficoltà di precisione gli causano dei problemi anche nell’organizzazione dei propri spazi, che si presentano molto disordinati.

 

  • La consapevolezza del pericolo è molto scarsa e i suoi comportamenti spesso possono risultare immaturi e rischiosi, per lui e per gli altri.

Le conseguenze del disturbo della coordinazione motoria

Le problematiche evidenti a livello motorio possono provocare anche delle conseguenze nella sfera comportamentale, emotiva e relazionale.

Il bambino è molto insicuro e potrebbe non lasciarsi coinvolgere facilmente nelle attività che richiedono abilità motorie, come lo sport, e tende ad isolarsi per evitare di affrontare situazioni che lo mettono in imbarazzo.

La voglia di socializzare si scontra con la paura di fare brutte figure con i coetanei. Inoltre si crea un certo disagio anche quando viene sconvolta la sua routine quotidiana. La tendenza è di avere delle attività standard per non trovarsi in situazioni nuove, senza sapere come affrontarle o essere preso in giro dai compagni.

La diagnosi del disturbo

Una diagnosi precoce sarebbe l’ideale per intervenire il prima possibile. Vista la difficoltà di riconoscere i segnali, spesso il processo di riabilitazione avviene con ritardo. Spetta dapprima al pediatra e poi al neuropsichiatra infantile occuparsi degli accertamenti del caso, per verificare la presenza di un ritardo nello sviluppo psicomotorio.

La prima diagnosi è basata sull’osservazione del bambino e poi viene approfondita con l’attuazione di specifici schemi di movimento, che comprendono funzioni percettive, cognitive e sensoriali. In questa fase può essere utile una valutazione neuropsichiatrica.

Esistono diversi test che sono utilizzati in fase diagnostica. Tra questi i più conosciuti sono:

  1. Il test della coordinazione motoria di Charlop-Atwell. Si tratta di una scala di valutazione che serve a misurare le abilità di coordinazione ed equilibrio. Può essere svolto in pochissimo tempo e non ha alcun costo, perché utilizza materiali di uso quotidiano.

 

  1. Il Developmental Coordination Disorder Questionnaire. Il DCDQ è un questionario che ha come obiettivo la valutazione delle prestazioni del bambino rispetto ai coetanei. La sua particolarità è di rivolgersi direttamente ai genitori, con un insieme di domande specifiche.

 

  1. Il Protocollo per la valutazione delle abilità prassiche e della coordinazione motoria (APCM). Questa procedura diagnostica elaborata dalla Dottoressa Sabatini, è composta da due parti, una dedicata al bambino e una rivolta ai genitori. La prima studia le funzioni di base del bambino, i suoi movimenti e le funzioni cognitive. La seconda rivolge delle domande ai genitori del piccolo, per capire come si comporta nelle classiche attività quotidiane, come vestirsi o mangiare. Questo test nella nostra struttura è molto utilizzato.

La riabilitazione nei casi di disturbo della coordinazione motoria

Il terapeuta ha il compito di stabilire quali interventi riabilitativi applicare nei diversi casi, tenendo conto delle problematiche individuali. Per tutta la durata del trattamento è indispensabile l’aiuto dei genitori, che devono replicare determinate strategie anche a casa.

La riabilitazione ha l’obiettivo di rendere autonomo il bambino con disturbo della coordinazione motoria, rendendo più precisi i suoi movimenti e migliorando i suoi sentimenti di autostima.

Ogni schema terapeutico deve comprendere elementi giocosi per facilitare il percorso riabilitativo ai più piccoli, con frequenti ricompense sia materiali che morali. Attraverso questi rinforzi positivi si ottengono dei grossi miglioramenti anche nella sfera emotiva.

Gli esercizi di coordinazione motoria per i bambini devono mirare a fare acquisire la consapevolezza del proprio corpo, pianificare i movimenti e migliorare l’equilibrio. Inoltre è opportuno esercitare entrambe le parti del corpo, anche contemporaneamente, e migliorare la velocità dei movimenti della mano e soprattutto delle dita.

Tipi di interventi riabilitativi

Partendo dal presupposto che ogni caso deve essere trattato in modo individuale, esistono delle terapie indicative che possono essere utilizzate come base nei casi di disturbo della coordinazione motoria.

Ognuno di questi esercizi deve risultare particolarmente interessante per il bambino, per evitare che non manifesti grande partecipazione o addirittura cerchi di non portare a termine i compiti assegnati.

Le terapie più frequenti sono tre:

  1. La terapia neuroevolutiva. Il suo scopo è quello di migliorare il tono muscolare dei bambini affetti da disturbo della coordinazione motoria, migliorando in questo modo anche l’equilibrio.

 

  1. La terapia di integrazione sensoriale. Gli esercizi per il miglioramento del tono muscolare sono associati a compiti di natura sensoriale, come prendere una palla valutando le sue dimensioni e il suo peso.

 

  1. Il metodo di integrazione spaziale multisensoriale. Tiene conto dell’importanza dei movimenti spazio-temporali e fa compiere al bambino esercizi in cui deve lavorare il suo corpo in relazione all’ambiente che lo circonda.

 

Queste tipologie di interventi devono essere integrate con alcune tecniche e ausili utili per il bambino anche nell’ambiente domestico.

Il ruolo dei genitori e dell’ambiente

Sia i genitori che l’ambiente sono direttamente coinvolti nel percorso riabilitativo dei bambini con disturbo della coordinazione motoria.

I familiari del piccolo devono essere in grado di attuare delle strategie per facilitare i movimenti del figlio e migliorare le sue abilità. La pazienza è una dote fondamentale in questo processo, per non far sentire il bambino poco apprezzato, svalutando i suoi progressi, anche se lenti.

È opportuno rendere più agevoli certe attività quotidiane, come vestirsi e mangiare. Ad esempio, bisogna acquistare vestiti facili da indossare, che non richiedono un aiuto esterno e accrescono l’autonomia del bambino.

È preferibile proporre giochi in grado di stimolare dei movimenti spontanei e automatici e che comportano abilità manuali e precisione come le costruzioni o impilare con le collane.

Bisogna aiutarlo a pianificare le sue attività giornaliere e lodarlo ogni volta che fa dei progressi. In questo modo si mette il bambino nelle condizioni di sentirsi non soltanto apprezzato ma anche indipendente.

È opportuno evitare di sgridarlo se rompe qualcosa o se non riesce subito a compiere un movimento preciso. Con questi atteggiamenti negativi si rischia solo di ottenere un regresso nel suo percorso di acquisizione delle abilità motorie coordinative.

Il disturbo della coordinazione motoria a scuola

Le difficoltà di coordinazione nei bambini possono creare dei rallentamenti nel suo percorso scolastico, a causa delle scarse abilità motorie che determinano dei problemi anche nella scrittura e dell’eventuale concomitanza con la disprassia. Gli insegnanti devono essere a conoscenza del problema per attuare delle strategie idonee alle singole situazioni. In alcuni casi più gravi bisogna richiedere un PDP o piano didattico personalizzato.

I bambini devono esercitarsi molto nelle attività motorie, per migliorare la postura e l’equilibrio. Anche in classe devono assumere delle posizioni corrette ed è compito dell’insegnante aiutare a mantenerle.

Scrivere e disegnare sono due attività che devono essere esercitate moltissimo e devono essere associate ad altri esercizi che coinvolgano più parti del corpo in azione contemporaneamente: tagliare con le forbici è una di quelle più frequenti.

Infine è importante che il bambino sia messo nelle condizioni di confrontarsi con i suoi compagni, per migliorare anche la sfera relazionale, che spesso risulta compromessa a causa dell’insicurezza del bambino.

Se hai ancora dei dubbi in merito alla diagnosi o ai trattamenti più utilizzati in caso di problemi di coordinazione motoria, prenota un colloquio gratuito e parlane con gli specialisti del CMR. Non c’è modo migliore per fare chiarezza e definire la strada migliore da intraprendere.

Commenta con Facebook

Comments are closed.