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Motricità fine: scopriamo cos’è e come svilupparla

motricità fine

La motricità fine riguarda la capacità di compiere azioni grazie al coordinamento dei piccoli muscoli di mani, polsi e dita. Queste abilità sono fondamentali per svolgere dei compiti chiave a scuola o nella vita di tutti i giorni.

Allacciarsi le scarpe, scrivere e afferrare gli oggetti sono alcune delle attività che rientrano nell’ambito della motricità fine. È quindi una tappa importante della crescita e permette al bambino di avviarsi verso l’indipendenza. Scopriamo cos’è la motricità fine e cosa puoi fare per aiutare tuo figlio a svilupparla nel modo corretto.

Perché è importante la motricità fine

Utilizziamo la motricità fine ogni giorno per svolgere le nostre attività. Si tratta di movimenti che effettuiamo in modo spontaneo, a cui non diamo troppo peso. Tuttavia, le capacità motorie fini sono molto complesse. Coinvolgono gli sforzi di muscoli e cervello, che lavorano in maniera coordinata per permetterci di compiere anche le azioni più semplici.

La motricità fine ha un impatto diretto sulla vita di un bambino. È infatti fondamentale per compiere le azioni quotidiane come, ad esempio, vestirsi, mangiare o lavarsi i denti.

Le capacità motorie influenzano anche la carriera scolastica. I bambini devono infatti servirsi dei piccoli muscoli di mani e dita anche per svolgere molti compiti legati alla scuola. Questi includono:

  • Tenere in mano una penna o un pastello colorato;
  • Disegnare e scrivere in modo ordinato;
  • Utilizzare forbici, righelli ed altri strumenti utili all’apprendimento.

Le problematiche legate alla motricità fine

Una cattiva motricità fine può influenzare in modo negativo l’equilibrio emotivo di un bambino. L’impossibilità di svolgere azioni che risultano invece normali per i suoi amichetti della stessa età contribuisce a diminuire l’autostima.

Un bambino con scarsa fiducia in sé stesso avrà maggiore difficoltà a costruire relazioni sociali e affrontare in modo sano le avversità.

Ogni individuo potenzia le sue abilità in tempi diversi, seguendo i propri ritmi di crescita e apprendimento. Ci sono però capacità particolari, che generalmente si sviluppano in determinate fasce di età. Tra queste rientrano quelle legate alla motricità fine.

Ad esempio, entro i 6 anni ogni bambino di solito è in grado di tenere in mano una posata, mentre a 10 possono disegnare o utilizzare un righello senza difficoltà.

Alcuni bambini però non raggiungono le fasi evolutive nei tempi stabiliti e questa condizione può dare vita a problematiche che rischiano di portarsi dietro per anni. Con l’inizio del percorso scolastico, un buon controllo dei muscoli della mano consente al bambino di imparare a scrivere con il minimo sforzo.

Molti studenti brillanti mostrano difficoltà durante i primi anni di scuola proprio perché la loro scarsa capacità fino-motoria gli impedisce di restare al passo con i coetanei.

Problemi di motricità fine potrebbero essere segno di un disturbo della coordinazione motoria, come la disprassia, o evidenziare un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA).

Anche se tuo figlio non segue i classici tempi di sviluppo, non devi comunque preoccuparti. Esistono infatti specifiche terapie in grado di promuovere l’attività motoria fine.

Cosa influisce sullo sviluppo della motricità fine

Le capacità di motricità fine si sviluppano in sinergia con le diverse competenze che si acquisiscono crescendo. Di conseguenza, una problematica legata a qualche altra area di sviluppo, può avere effetti negativi anche sulle attività fino-motorie.

Il ruolo del Neuropsicomotricista

Le problematiche legate alla motricità fine rientrano nel campo di intervento della neuropsicomotricità per bambini. Per aiutare tuo figlio a svilupparla nel modo corretto, puoi affidarti ad un professionista specializzato.

La figura di riferimento è il TNPEE (neuropsicomotricista), che possiede la formazione adatta a promuovere le capacità fino-motorie in età evolutiva. Il TNPEE permette ai suoi piccoli pazienti di acquisire consapevolezza del loro corpo in relazione al mondo che li circonda.

Attraverso strumenti specifici e strategie di terapia individuali, aiuta il bambino a superare i suoi disagi e raggiungere le tappe della crescita nei tempi stabiliti. L’approccio terapeutico prevede giochi e attività divertenti, che consentono al bimbo di accrescere il suo potenziale in modo coinvolgente.

Prenota il primo colloquio gratuito per confrontarti con uno specialista in merito alle difficoltà di tuo figlio. Insieme a lui, il tuo bambino potrà fare il primo passo verso il raggiungimento della sua autonomia motoria come individuo indipendente.

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