Tutti i bambini passano attraverso la fase del gioco simbolico, ossia il gioco di “fare finta di”, che ha lo scopo di imitare il comportamento degli adulti. I giochi si evolvono e cambiano con il passare del tempo, ma ogni tappa è importante perché aiuta il bambino a sviluppare nuove competenze e capacità di immaginazione.

Quando si parla di gioco simbolico, Piaget è considerato la figura di riferimento, perché è lo psicologo che ha analizzato lo sviluppo cognitivo attraverso questa particolare modalità di giocare. Scopriamo allora quando compare il gioco simbolico e cosa possiamo fare noi adulti per stimolarlo.

La comparsa del gioco simbolico secondo Piaget

Lo psicologo Jean Piaget  ha scoperto che il gioco simbolico compare da i 2 e i 7 anni. In questa fase il bambino riesce ad affinare la sua capacità di astrazione e immaginare anche oggetti, situazioni e persone che non sono presenti. “Facciamo finta che io sono il cassiere del supermercato e tu il cliente”, questo è un esempio molto comune di gioco simbolico, in cui il bambino sceglie il ruolo da impersonare e immagina di vivere situazioni simili a quelle che ha avuto modo di osservare.

La fantasia del bambino si libera, infatti non solo veste i panni di una persona diversa da sé, ma dà una nuova identità agli oggetti che lo circondano. Così un cucchiaio di legno può essere usato come microfono, una scatola può diventare un aeroplano e un libro può essere perfetto come vassoio.

L’importanza del gioco simbolico secondo Piaget non risiede solo nello sviluppo dell’immaginazione, ma anche nella possibilità di esprimere le sue emozioni e dare spazio alle competenze relazionali attraverso il gioco. Infatti, il bambino mette in scena i suoi sentimenti attraverso la simulazione di storie di vita quotidiana.

Il passaggio dal gioco fisico al gioco simbolico

Nella fascia d’età compresa tra 0 e 2 anni il bambino si dedica prettamente al gioco fisico o gioco d’esercizio, il bimbo dunque gioca con ciò che è presente davanti ai suoi occhi oppure si dedica ad attività motorie.

Nei primi mesi di vita, il gioco fisico può consistere nella scoperta dei propri movimenti, nell’esplorazione del corpo e della presa degli oggetti. Man mano che il bambino cresce, il gioco fisico può includere attività come il gattonare, il camminare, il saltare, il correre, il lanciare e afferrare oggetti, il gioco con la palla o con giochi strutturati come ad esempio la corda da saltare.

Il gioco d’esercizio è un modo per il bambino di esplorare il mondo che lo circonda, sviluppare le sue capacità motorie, imparare a coordinare i movimenti e a interagire con gli altri. Dai 18-24 mesi sviluppa le sue doti immaginative e integra il gioco simbolico nella sua quotidianità.

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Il passaggio dal gioco simbolico al gioco di regole

Dai 7 agli 11 anni il bambino abbandona gradualmente il gioco simbolico per dedicarsi ai giochi di regole. Si tratta di giochi strutturati in cui i partecipanti devono seguire determinate regole predefinite. Queste regole stabiliscono i limiti del gioco, le azioni consentite, le condizioni di vittoria o sconfitta e altre variabili importanti per l’esperienza di gioco.

Si può trattare di giochi da tavolo, giochi di carte, giochi sportivi e molti altri. Le regole sono essenziali per creare una struttura in cui i partecipanti partono da un punto di base comune, in modo che possano poi competere o cooperare tra loro.

Come promuovere lo sviluppo del bambino attraverso il gioco del “fare finta che”

Genitori, educatori e tutti gli altri adulti che si occupano del bambino tra i 2 e i 7 anni, dovrebbero favorire il più possibile il gioco simbolico. È possibile mettere a disposizione del bambino oggetti di uso comune, che si possono usare all’occorrenza per creare un gioco di finzione e stimolare la sua fantasia.

Un accorgimento utile è quello di offrire al bambino degli spazi adeguati per giocare liberamente, anche al di fuori della sua cameretta. Leggere insieme può offrire ulteriori spunti per far finta di impersonare i personaggi e le situazioni protagoniste delle storie.

È bene ricordare che ogni bambino è unico e sviluppa il gioco simbolico a un ritmo diverso. La cosa importante è fornire opportunità e stimoli per incoraggiare e sostenere il gioco di finzione.