La comunicazione aumentativa alternativa per l’autismo è una risorsa preziosa per affrontare le difficoltà a comunicare. Il suo punto di forza è dato dal fatto che la CAA non è una tecnica riabilitativa, ma un approccio che si integra alla perfezione con altre metodologie o trattamenti, come ad esempio il metodo ABA per l’autismo e la terapia logopedica.

L’obiettivo della CAA è duplice, perché cerca di stimolare sia la comprensione sia la produzione verbale o linguistica, così da rendere meno sfidante la comunicazione con un interlocutore.

Sebbene in Italia sia un approccio ancora poco utilizzato, la comunicazione aumentativa alternativa si è rivelata molto efficace nei casi di autismo, soprattutto quando si utilizzano dei supporti per veicolare ciò che si vuole comunicare. Quando si tratta di bambini autistici non verbali, la CAA è inevitabile perché diventa un ponte con il mondo esterno e può migliorare nettamente la qualità della loro vita.

Scopriamo allora come funziona la comunicazione aumentativa alternativa per l’autismo, quali sono le tecniche e gli strumenti utilizzati e quali benefici è possibile aspettarsi.

Cos’è la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA)?

La comunicazione aumentativa alternativa è un approccio che si avvale di diverse tecniche e strategie, allo scopo di affrontare le difficoltà di comunicazione verbale e non verbale. Visto che l’autismo può influenzare la capacità di comunicare e comprendere il linguaggio, la CAA può essere d’ aiuto per migliorare le interazioni sociali e la comprensione delle regole di comportamento.

L’autismo ha tante sfaccettature e ogni bambino autistico è diverso dagli altri, sia per gravità della patologia sia per la natura delle difficoltà che affronta ogni giorno. Una delle caratteristiche chiave della comunicazione aumentativa alternativa è la possibilità di personalizzare le modalità di intervento, così da adattarle sulle esigenze specifiche di ogni piccolo paziente.

La comunicazione aumentativa alternativa per l’autismo diventa così come un abito su misura che tiene conto dell’unicità di ogni bambino.

Vantaggi della CAA nell’Autismo

Quali risultati ci possiamo aspettare con la CAA nell’autismo? È possibile ottenere un miglioramento della comunicazione espressiva e comprensiva, un incremento dell’interazione sociale e delle relazioni, ma anche un potenziamento delle abilità di apprendimento e una partecipazione più attiva alle conversazioni e alle attività proposte.

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Quando un bambino autistico diventa in grado di comunicare i propri bisogni e la propria volontà, migliora anche la sua autostima e capacità di autodeterminazione. Fare delle scelte per se stesso e comunicarle agli altri è un traguardo che si può raggiungere grazie alla comunicazione aumentativa alternativa.

La CAA nell’autismo si rivela particolarmente efficace quando ci sono 3 diversi presupposti:

  • si lavora su reali bisogni comunicativi del bambino;
  • si sceglie il supporto più adatto alle specifiche esigenze del caso;
  • si comprende bene quali sono i contesti dove risultano più pressanti le esigenze comunicative, così da lavorare in modo più mirato.

Quali sono gli strumenti della CAA per l’Autismo

A seconda delle esigenze del bambino autistico o del contesto, è possibile scegliere diversi strumenti per la CAA, come ad esempio la voce, il linguaggio del corpo, i gesti, i supporti visivi o dispositivi elettronici che riproducono le parole.

In generale possiamo distinguere la comunicazione con supporto e senza supporto. La CAA senza supporto utilizza i gesti e il linguaggio del corpo, mentre la CAA con supporto si avvale di strumenti di diversa natura, da quelli meno tecnologici, come i PECS o le agende visive, a quelli più tecnologici come i tablet con app dedicate o i sintetizzatori vocali.

In caso di autismo, l’approccio preferibile è quello della comunicazione aumentativa alternativa con supporto, integrando possibilmente un lavoro in ambiente naturale con un lavoro a tavolino. Gli specialisti che si occupano della diagnosi dell’autismo e dell’individuazione del trattamento più idoneo, spesso includono nel percorso anche un trattamento comportamentale intensivo, come la terapia ABA.

La finalità della CAA nell’autismo

Quando si utilizza l’approccio della comunicazione aumentativa alternativa per l’autismo, la finalità è quella di mettere il bambino nelle condizioni di farsi comprendere dall’interlocutore e comprendere a sua volta. La scelta dello strumento o del supporto utilizzato è invece un aspetto secondario.

In Italia ci sono ancora dei forti pregiudizi nei confronti della CAA, perché si ritiene erroneamente che possa inibire o rallentare la produzione verbale. In realtà moltissimi studi hanno dimostrato il contrario, perché l’acquisizione di una determinata abilità comunicativa non esclude lo sviluppo di un’altra, ma la favorisce.

Per raggiungere gli obiettivi prefissati è fondamentale la collaborazione della famiglia, della scuola e di tutte le persone che a titolo diverso si interfacciano col bambino. La vita quotidiana offre infiniti spunti per stimolare l’utilizzo delle competenze comunicative acquisite attraverso l’approccio della CAA.