I trattamenti di psicoterapia possono avere diversa natura e vengono valutati in base alle esigenze del singolo paziente. Quando la problematica riguarda la rielaborazione di un trauma, si può considerare l’approccio EMDR. Quando non funziona questa tecnica e quali sono le possibili alternative?

In questo approfondimento risponderemo a questa domanda, così da far comprendere meglio quali sono i fattori che incidono sul successo della terapia EMDR.

La tecnica EMDR in psicologia: quando può essere utile

La tecnica EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è una terapia solitamente utilizzata per il trattamento dei disturbi post-traumatici e dei disturbi legati allo stress. È indicata per le persone che hanno subito traumi di vario genere, come incidenti, abusi o lutti. Inoltre l’EMDR può essere efficace nel trattamento di altre problematiche correlate a traumi, come l’ansia, i disturbi dell’umore, le patologie del sonno e i disturbi alimentari.

Questa tecnica si basa sulla stimolazione bilaterale del cervello attraverso movimenti oculari, tocchi o suoni. Questa stimolazione sembra favorire la rielaborazione del trauma, consentendo alla persona di affrontare meglio i ricordi dolorosi e di ridurre i sintomi associati al trauma.

Tuttavia, è importante sottolineare che l’EMDR non è adatta a tutti e non dovrebbe essere considerata come un’unica soluzione per tutti i problemi legati ad eventi traumatici. Prima di intraprenderla, è importante consultare un professionista qualificato che possa compiere una valutazione accurata e consigliare l’approccio terapeutico più appropriato per la situazione individuale.

Quando la tecnica EMD funziona e quando no

La tecnica EMDR è una metodologia utilizzata principalmente per il trattamento dei disturbi post-traumatici. Ci sono diverse ricerche che supportano l’efficacia di questa tecnica che si basa sulla stimolazione dei movimenti oculari in psicologia. Alcune ricerche sono state condotte dalla stessa Francine Shapiro, l’ideatrice del metodo, mentre altri studi sono stati portati avanti da ricercatori di tutto il mondo.

Sebbene la tecnica EMDR in psicologia sia una scoperta relativamente recente, questi studi dimostrano non soltanto l’efficacia del metodo, ma anche la rapidità dell’EMDR nel favorire un miglioramento nella condizione dei pazienti. Ci sono però alcuni fattori che possono compromettere la buona riuscita del trattamento ed è importante scoprire quali sono.

#1 Complessità del trauma

I traumi non sono tutti uguali e di conseguenza anche il loro trattamento può portare ad esiti diversi. I traumi gravi e che mettono a rischio la vita o l’integrità fisica propria o di altre persone, spesso comportano l’insorgere di sintomi come l’evitamento, disturbi della personalità o frequenti flashback che portano il paziente a rivivere il ricordo dell’evento traumatico.

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Sebbene si tratti di traumi di una certa gravità, sono quelli che rispondono meglio ai trattamenti EMDR, infatti in alcuni casi sono sufficienti poche sedute di terapia per ridurre la sintomatologia e migliorare la condizione dei pazienti.

Anche i traumi legati ad eventi che non mettono a rischio la vita delle persone, lasciano segni profondi nella psiche dei pazienti. In genere si tratta di esperienze vissute durante l’infanzia oppure di traumi dell’attaccamento, che portano i pazienti ad assumere atteggiamenti impulsivi o ad avere difficoltà nella gestione della propria emotività.

Questi traumi sono considerati di lieve entità rispetto ai traumi gravi, ma il loro trattamento con la tecnica EMDR richiede più sedute oppure l’integrazione con altre metodologie che vengono opportunamente consigliate dal terapeuta.

#2 Comorbidità con altri disturbi

Quando il disturbo post-traumatico è associato ad altre problematiche, come ad esempio depressione, ansia o disturbo bipolare, l’efficacia della tecnica EMDR può risultare compromessa e a volte il trattamento non funziona. In questi casi lo specialista può valutare terapie integrative o alternative, che possono includere la terapia cognitivo comportamentale oppure l’approccio psicodinamico.

È bene sottolineare che ogni paziente è unico, così come le sue esperienze e la sua risposta agli eventi traumatici. Questo comporta la necessità di valutare in modo specifico le sue esigenze, al fine di individuare l’approccio che meglio si adatta alla sua situazione.

#3 Mancanza di adeguato supporto

In alcuni casi i pazienti non sono circondati da una rete di supporto e tale mancanza può compromettere il successo del trattamento. Una rete di supporto solida può fornire un ambiente di sostegno emotivo e pratico durante tutto il processo terapeutico e oltre. La mancanza di adeguato supporto può compromettere la capacità di un individuo di affrontare ed elaborare efficacemente le emozioni e i ricordi traumatici durante e dopo il trattamento EMDR.

Senza una rete di supporto adeguata, un individuo potrebbe sentirsi isolato e senza risorse durante il processo terapeutico.
I terapeuti che utilizzano l’EMDR spesso incoraggiano i pazienti a costruire e mantenere una rete di supporto solida che funziona. Questo può includere sia amici e familiari fidati che professionisti come psicologi o counselor. Questi individui possono offrire un sostegno emotivo, fornire informazioni utili e persino accompagnare l’individuo alle sessioni di terapia.

#4 Resistenza al processo di EMDR

Rievocare un ricordo traumatico può essere difficile, perché per il paziente significa riportare a galla delle emozioni spiacevoli da cui tenta di proteggersi. In altri casi il paziente ha invece paura di mettere in discussione un senso di identità legato al trauma. Tutte queste situazioni possono comportare una certa resistenza del paziente nell’affrontare il trattamento EMDR, fino a comprometterne l’efficacia.

Sarà lo specialista a valutare in questi casi l’utilizzo di metodologie alternative all’EMDR, che risultino meno invasive e più graduali.

Valutare le alternative all’EMDR quando non funziona

La terapia EMDR è solo una delle tecniche utilizzate in psicologia per trattare i disturbi post-traumatici. In questo approfondimento abbiamo visto che alcuni fattori possono influire in modo significativo sul successo del trattamento e abbiamo scoperto quando l’EMDR è più efficace e quando può funzionare.

In presenza di problematiche legate all’elaborazione di un trauma recente o lontano nel tempo, è sempre consigliabile affidarsi alla professionalità di uno specialista qualificato, in grado di scegliere l’approccio terapeutico più indicato. Quando l’EMDR non funziona, è bene sapere esistono molte opzioni di trattamento valide per affrontare i traumi e i disturbi correlati, infatti ognuno può trovare un percorso adatto alle proprie esigenze.