Quando sentiamo parlare di balbuzie emotiva, siamo portati a pensare che sia l’emotività a compromettere la fluidità del linguaggio, ma si tratta di una convinzione errata. Quando un bambino inizia a balbettare, i fattori scatenanti possono essere diversi e sono per lo più di natura ambientale, fisiologica, linguistica e anche emotiva.

L’aspetto emotivo, seppur presente, non è mai la causa della balbuzie, ma può essere vero il contrario. Spesso infatti è la balbuzie a provocare un disagio emotivo, soprattutto quando il bambino si relaziona con i coetanei, ad esempio a scuola o in altri contesti sociali dove è richiesta la sua attiva partecipazione.

Perché è sbagliato parlare di balbuzie emotiva nei bambini

Ansia e disturbi emotivi non possono provocare la balbuzie infantile, ma spesso è la disfluenza a comportare un disagio emotivo nel bambino. Immaginiamo per un attimo un bambino con balbuzie a scuola che farfuglia durante l’interrogazione a scuola, mentre dialoga con i coetanei oppure quando si relaziona con gli estranei. Sono situazioni in cui si sente esposto e il timore di trovarsi al centro dell’attenzione può indurlo a sfuggire il più possibile da circostanze simili.

Se il bambino vive delle esperienze negative legate alla sua balbuzie, perché ad esempio viene deriso o criticato, allora il disagio emotivo cresce, fino a soffocare la sua vera personalità. Non è raro che un bambino balbuziente sembri introverso o insicuro agli occhi di chi non lo conosce, anche quando ha invece un carattere solare, estroverso e sicuro di sé.

Anche in questi casi è scorretto parlare di balbuzie emotiva, perché non è l’emotività a provocare la disfluenza, ma è la balbuzie a indurre il bambino a mascherare la sua vera personalità. Questo è confermato anche dal fatto che non sempre il balbettio si manifesta in modo più intenso nei contesti ad alto impatto emotivo.

Ogni bambino balbuziente reagisce quindi in modo del tutto unico alle sfide emotive che è chiamato ad affrontare. Sebbene il tartagliare possa innescare delle convinzioni auto-sabotanti e la tendenza ad evitare determinati contesti sociali, non è così per tutti.

La reazione emotiva come conseguenza della balbuzie nei bambini

Abbiamo visto che parlare di balbuzie emotiva non è corretto, ma non possiamo negare che la disfluenza comunicativa può causare delle problematiche nella sfera emotiva del bambino. I bambini che balbettano possono ad esempio sviluppare una bassa autostima a causa del disagio e dell’ansia associati alla loro difficoltà nel parlare fluentemente. Potrebbero sentirsi insicuri riguardo alla loro abilità comunicativa e potrebbero vergognarsi o sentirsi imbarazzati nelle situazioni sociali.

I bambini che balbettano potrebbero sviluppare ansia sociale a causa della paura di essere giudicati o derisi dagli altri. Questa ansia può influenzare negativamente i loro rapporti sociali e la loro partecipazione alle attività scolastiche o ricreative. A causa delle difficoltà comunicative, i bambini balbuzienti potrebbero evitare o ritirarsi da interazioni sociali, temendo di essere fraintesi o di non essere in grado di partecipare alle conversazioni. L’isolamento sociale, tra l’altro, può influire sul loro sviluppo sociale ed emotivo generale.

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A volte i bambini che balbettano possono concentrarsi notevolmente sulla loro difficoltà nel parlare fluentemente, il che può interferire con la loro capacità di apprendimento e di partecipazione in classe. Nei casi più gravi, la frustrazione e la delusione causate dalla balbuzie possono portare alla comparsa di sintomi di depressione. I bambini potrebbero sentirsi tristi, disinteressati o privi di speranza riguardo alle loro capacità di comunicazione.

Come intervenire in presenza di disturbi emotivi legati alla balbuzie?

La presenza di un legame tra balbuzie e disagio emotivo suggerisce la necessità di adottare un approccio integrato, per lavorare in modo sinergico sia sull’aspetto meccanico del linguaggio sia sull’aspetto emotivo. Quando la balbuzie infantile innesca delle convinzioni negative e limitanti, è possibile intervenire per trasformare quelle emozioni in risorse, attraverso tecniche di gestione dello stress e sane abitudini che favoriscono il pieno sviluppo emotivo del bambino.

Il metodo Crispiani si basa su un approccio olistico che integra vari elementi e permette di potenziare la fluidità e la sequenzialità del linguaggio. L’obiettivo del metodo è promuovere una comunicazione fluida e naturale, ciò influisce positivamente sull’autostima del paziente e riduce lo stress e l’ansia associati alla balbuzie.