I genitori di bambini con BES, bisogni educativi speciali, spesso vivono con una certa apprensione l’inizio di un nuovo ciclo scolastico. Le esigenze degli alunni BES a scuola cambiano nel tempo e ogni nuovo inizio comporta anche la necessità di affrontare nuove sfide.
La buona notizia è che in Italia c’è grande sensibilità nei confronti delle esigenze degli alunni BES, infatti la normativa prevede diverse misure di supporto.
I BES sono esigenze educative particolari di alcuni studenti, derivanti da disabilità, disturbi specifici dell’apprendimento o svantaggi socio-culturali. Richiedono interventi personalizzati e adattamenti didattici per garantire l’inclusione e il successo scolastico, secondo le normative educative vigenti.
Gli insegnanti sanno bene cosa sono i BES e conoscono la differenza tra BES e DSA. I genitori nella maggior parte dei casi si interfacciano con docenti preparati, che possono collaborare attivamente con altre figure specializzate, come ad esempio i tutor DSA o i professionisti che a vario titolo seguono gli studenti nei percorsi di riabilitazione e supporto.
BES nella scuola dell’infanzia
La scuola dell’infanzia rappresenta il primo approccio col mondo scolastico per i bambini e non sempre la famiglia è a conoscenza delle necessità del figlio.
I BES si suddividono in disturbi evolutivi specifici (come DSA e ADHD), disabilità motorie e cognitive e disturbi legati a fattori linguistici, socioeconomici e culturali. Da questa suddivisione ci rendiamo conto che in alcuni casi la problematica emerge soltanto a scuola, quando all’alunno viene richiesta la partecipazione e lo svolgimento di specifiche attività.
Se ad esempio a casa l’ADHD può essere scambiata per semplice vivacità, durante la scuola dell’infanzia emergono con forza le difficoltà attentive del bambino. Un altro esempio è quello delle difficoltà linguistiche, che a scuola possono porre degli ostacoli alle interazioni con i coetanei e gli insegnanti.
Sebbene i bisogni educativi speciali nella scuola dell’infanzia non siano ancora chiaramente identificati, è proprio in questa fase che emergono le prime difficoltà. È facile cadere nell’equivoco che si tratti di scarsa volontà o incapacità del bambino, quindi serve una grande sensibilità da parte degli insegnanti e un costante confronto con la famiglia.
Senza questi due presupposti, si corre il rischio che i bisogni educativi speciali diventino fonte di ansia e sensi di colpa nel bambino, con forti ripercussioni sulla sua autostima.
A seconda delle necessità, fin dalla scuola dell’infanzia può essere richiesto un insegnante di sostegno e viene redatto un piano educativo individualizzato (PEI) o il piano didattico personalizzato (PDP).
BES nella scuola primaria
È più facile identificare gli alunni BES alla scuola primaria, perché è in questa fase che disturbi come i DSA vengono diagnosticati, mentre le disabilità intellettive e cognitive e i disturbi legati a fattori culturali, linguistici e socio-economici dovrebbero già essere chiari fin dalla scuola dell’infanzia.
Le misure di supporto per gli alunni BES variano in base alle loro necessità specifiche. Ad esempio, nel caso di studenti DSA già diagnosticati e certificati, viene redatto un piano didattico personalizzato, dove sono individuate le misure compensative e dispensative più idonee.
In caso di disabilità cognitive e intellettive che siano già state certificate, le famiglie possono chiedere il supporto di un insegnante di sostegno e la redazione di un piano educativo individualizzato (PEI) da parte della scuola.
È diverso il caso di alunni con disturbi legati a fattori socio-economici, linguistici e culturali, per i quali non è prevista la figura degli insegnanti di sostegno, ma solo la redazione di un piano didattico individualizzato (PDP). Esiste quindi una significativa differenza tra PEI e PDP e bisogna tenerne conto per richiedere il documento adatto alla circostanza.
Gli obiettivi minimi per alunni BES alla scuola primaria vengono calibrati in base alle specifiche difficoltà, così da supportare appieno il percorso didattico degli studenti, anche dal punto di vista emotivo. L’aspetto emotivo è un fattore che non va sottovalutato, infatti in alcuni casi può essere richiesto un supporto psicologico.
BES nella scuola secondaria di primo grado
Anche in caso di BES alla scuola secondaria di primo grado, le misure a supporto degli studenti sono sempre le stesse. A seconda dei casi, infatti, verrà redatto un PDP, un PEI e sarà previsto o meno l’intervento di un insegnante di sostegno.
In questa fase le scuole dovrebbero attivarsi per creare delle sessioni di didattica inclusiva, al fine di creare lezioni accessibili e coinvolgenti anche per gli studenti BES. Per favorire la loro partecipazione attiva e l’inclusione, si possono ad esempio organizzare progetti e laboratori, anche multidisciplinari.
Il Consiglio di Classe svolge un ruolo chiave nel dettare le linee guida per questo tipo di didattica inclusiva che richiede il coordinamento degli insegnanti per un approccio integrato. Le scuole possono infatti dare vita a contesti dove gli alunni BES si sentano a loro agio e riescano a esprimere al meglio le proprie potenzialità.

BES nella scuola secondaria di secondo grado
Gli studenti BES nella scuola secondaria di secondo grado possono essere supportati già nella fase dell’orientamento. Aiutare gli studenti a scegliere il percorso più adatto può fare la differenza per assicurare un approccio sereno al nuovo ciclo scolastico.
Le nuove generazioni hanno una naturale propensione verso gli strumenti digitali, ma è proprio alle scuole superiori che gli studenti BES possono trarre i maggiori benefici dai supporti digitali al servizio della didattica.
L’uso ottimale di strumenti tecnologici e risorse digitali dev’essere valutato caso per caso in base alla tipologia di bisogni educativi speciali dell’alunno. Saranno ancora una volta il PEI e il PDP i documenti di riferimento per definire quali supporti digitali utilizzare e in che modo.
La scuola secondaria di secondo grado non è solo una fase chiave nel percorso scolastico dello studente, ma anche una fase di passaggio per preparare i giovani adulti al mondo del lavoro. Bisogna dedicare particolare attenzione alla definizione dei programmi di alternanza scuola lavoro per studenti con BES, al fine di rendere fruttuosa e stimolante anche questa esperienza.
Conclusioni
Gli studenti BES a scuola oggi vengono messi nelle condizioni per dare il meglio di sé e sentirsi accolti nelle loro necessità. Questo risultato è possibile grazie alla sensibilità e preparazione degli insegnanti, al dialogo con la famiglia e ad una normativa ad hoc.
Ogni fase del percorso scolastico rappresenta inevitabilmente una sfida, che può essere vissuta con curiosità e serenità, anche in presenza di bisogni speciali. La scuola ha tutti gli strumenti per soddisfare appieno le esigenze degli studenti BES e diventare una risorsa per la loro crescita, non solo dal punto di vista didattico.
Domande frequenti
Che cosa sono i BES e come si differenziano dai DSA?
I BES (Bisogni Educativi Speciali) includono una vasta gamma di difficoltà, come disabilità motorie e cognitive, ADHD e problemi socioeconomici, mentre i DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) riguardano difficoltà specifiche nell’apprendimento, come dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia.
Come si riconosce un alunno BES nella scuola dell’infanzia?
Gli insegnanti possono osservare difficoltà di attenzione, linguaggio, motorie e sociali nei bambini. Una collaborazione stretta con le famiglie e una grande sensibilità sono cruciali per distinguere i BES da altre possibili difficoltà temporanee o comportamentali.
Quali sono i rischi di non identificare precocemente i BES nella scuola dell’infanzia?
Non identificare precocemente i BES a scuola può causare ansia e sensi di colpa nei bambini, influenzando negativamente la loro autostima e il rendimento scolastico.
Quali misure di supporto sono disponibili per gli alunni BES nella scuola primaria?
Le misure di supporto includono la redazione di Piani Didattici Personalizzati (PDP) e l’uso di strumenti compensativi e dispensativi. In alcuni casi si possono richiedere insegnanti di sostegno e redigere Piani Educativi Individualizzati (PEI).
Cosa fa la scuola per promuovere l’inclusione dei BES?
La scuola promuove l’inclusione dei BES (Bisogni Educativi Speciali) attraverso piani educativi personalizzati, supporto di insegnanti di sostegno, adattamenti didattici, utilizzo di tecnologie assistive e attività extracurriculari inclusive. Collabora con famiglie e specialisti per garantire un ambiente educativo accogliente e accessibile a tutti gli studenti.
Come possono le scuole secondarie di secondo grado supportare gli studenti BES nel passaggio al mondo del lavoro?
Le scuole possono offrire programmi di alternanza scuola-lavoro personalizzati, utilizzare strumenti digitali specifici e fornire orientamento per aiutare gli studenti a scegliere il percorso più adatto alle loro capacità e interessi.
Chi decide come attuare a scuola la normativa sui BES?
La normativa sui BES a scuola è attuata attraverso il Dirigente Scolastico e il Consiglio di Classe, con il supporto degli insegnanti di sostegno e degli specialisti. Collaborano per creare piani educativi personalizzati, adattamenti didattici e strategie inclusive, in conformità con le linee guida ministeriali.










