La depressione infantile è un disturbo sempre più comune in età evolutiva ed è importante riconoscerla fin dalle prima battute per arrivare ad un trattamento precoce e tempestivo. È un disturbo sempre più diffuso, infatti si stima che il 2-5% di bambini e adolescenti ne soffra, con un trend negativo in peggioramento a causa della pandemia e delle misure restrittive adottate.
Oggi esistono terapie efficaci per trattare la depressione in età evolutiva, a patto di distinguerla da altri disturbi che possono presentarsi con sintomi simili, come il disturbo d’ansia, il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD), o il disturbo dell’adattamento. In questo approfondimento scopriremo in cosa consiste la depressione infantile e quali sono i sintomi, le cause e i trattamenti consigliati.
Cos’è la depressione infantile?
La depressione in età evolutiva è un disturbo emotivo e comportamentale che a volte è difficile da identificare. Non si tratta di uno stato di tristezza occasionale, ma di una condizione clinica che porta i bambini ad adottare comportamenti disfunzionali.
Spesso i bambini non sanno spiegare la natura del loro malessere, ma lo esprimono attraverso dei comportamenti che, come vedremo, possono avere varia natura. Per esempio, l’irritabilità può essere un sintomo predominante rispetto alla tristezza. Inoltre, possono essere più evidenti comportamenti regressivi, problemi scolastici o sintomi fisici come mal di testa o mal di stomaco, che potrebbero non essere immediatamente associati a un disturbo depressivo.
Non è ancora chiaro come la depressione infantile sia distribuita tra i due sessi, ma in genere maschi e femmine la manifestano in modo diverso. Ad esempio le bambine tendono a manifestare pensieri negativi e inibizioni, mentre i bambini mostrano una certa difficoltà nelle relazioni tra pari e nell’andamento scolastico e anche una maggiore tendenza a isolarsi e ad adottare comportamenti oppositivi.
Quali sintomi permettono di identificare la depressione infantile?
Per riconoscere la depressione nei bambini possiamo affidarci ai criteri diagnostici elaborati nel DMS-5, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali. La depressione infantile è riconosciuta principalmente come Disturbo Depressivo Maggiore (DDM) e viene individuata attraverso i seguenti sintomi:
- Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come riportato dal bambino o osservato da altri (nei bambini e negli adolescenti, l’umore può essere irritabile piuttosto che triste).
- Marcata diminuzione di interesse o piacere in tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno. Spesso i bambini mostrano una perdita di interesse anche nei confronti di attività che prima apprezzavano molto.
- Significativa perdita di peso o aumento di peso, o diminuzione o aumento dell’appetito quasi ogni giorno (nei bambini, il mancato raggiungimento del peso atteso può essere significativo).
- Insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno.
- Agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno (osservabile da altri, quindi non semplicemente sensazioni soggettive di essere rallentato).
- Fatica o perdita di energia quasi ogni giorno.
- Sentimenti di inutilità o colpa eccessiva o inappropriata (che può essere delirante) quasi ogni giorno.
- Diminuita capacità di pensare o concentrarsi, o indecisione, quasi ogni giorno.
- Pensieri ricorrenti di morte (non solo paura di morire).
Per identificare la depressione infantile devono essere presenti almeno 5 dei sintomi che abbiamo visto per almeno 2 settimane. Inoltre almeno uno dei sintomi deve essere umore depresso o perdita di interesse o piacere.
È bene precisare che ogni bambino è diverso dall’altro, quindi spetta ai genitori monitorare i cambiamenti comportamentali ed emotivi nei figli. Solo chi li conosce bene può infatti accorgersi dei sintomi di depressione infantile e contattare il pediatra o uno specialista per avere un parere competente.
Quali sono le cause della depressione infantile?
La depressione infantile è riconducibile a cause legate a diversi fattori biologici, ambientali e psicologici.
Fattori biologici
La predisposizione ereditaria gioca un ruolo chiave, infatti se un genitore soffre di depressione, il rischio per il bambino aumenta. Inoltre variazioni nei livelli di neurotrasmettitori come la serotonina, la dopamina e la noradrenalina possono influenzare l’umore e aumentare il rischio di depressione.
Fattori ambientali
Esperienze traumatiche o stressanti come lutto per la perdita di una persona cara, il divorzio dei genitori, abuso, bullismo o difficoltà scolastiche, possono innescare la depressione. Anche un ambiente familiare caratterizzato da conflitti, violenza, o negligenza aumenta il rischio di insorgenza di disturbi depressivi nei bambini e negli adolescenti.
Fattori psicologici
I bambini con temperamenti ansiosi, pessimisti o con bassa autostima sono più vulnerabili alla depressione. Può inoltre favorire l’insorgenza del disturbo anche un eccessivo attaccamento ai genitori durante l’infanzia.

Come si cura la depressione infantile?
I bambini depressi possono migliorare in modo significativo la loro salute mentale grazie alla
psicoterapia, che è il trattamento d’elezione in presenza di questo disturbo.
Il percorso terapeutico si avvale di tecniche di ristrutturazione cognitiva, che riducono i pensieri negativi e permettono di identificare e modificare i pensieri irrazionali. Prima di iniziare la terapia, è fondamentale che la depressione infantile sia correttamente diagnosticata attraverso una valutazione neuropsichiatrica infantile.
Il neuropsichiatra infantile è infatti la figura di riferimento in questi casi e può concordare insieme ai genitori di affiancare la terapia cognitivo comportamentale al parent training. I genitori opportunamente informati sul disturbo depressivo e guidati dagli specialisti, riescono a comunicare in modo più efficace col figlio e supportarlo in ogni fase del percorso.
Affiancare la terapia comportamentale all’uso di farmaci antidepressivi è una possibilità che non si può escludere a priori e che dev’essere valutata dallo specialista.
Come aiutare i bambini depressi?
Il principale supporto ai bambini depressi arriva sempre dalla famiglia e in particolare dai genitori e dai fratelli. Ogni componente del nucleo familiare può fare la sua parte, attraverso un atteggiamento comprensivo e aperto all’ascolto.
Con la guida di uno psicologo o uno psicoterapista, ogni familiare può dotarsi degli strumenti necessari per “aiutare ad aiutare”. Sono strumenti che possono risultare di grande utilità in tutti i contesti frequentati dai bambini depressi, come la scuola e i circoli sportivi e ricreativi. Insegnanti e referenti possono infatti essere istruiti sul comportamento da tenere, così da supportare il percorso di guarigione.
Domande frequenti
Come si manifesta la depressione nei bambini rispetto agli adulti?
Nei bambini, la depressione può manifestarsi attraverso irritabilità, problemi comportamentali, difficoltà scolastiche e lamentele fisiche, come mal di testa o mal di stomaco. Questi sintomi possono differire dai sintomi tipici degli adulti, come tristezza persistente o pensieri di inutilità, rendendo la diagnosi più complessa.
Quali sono i principali segnali d’allarme della depressione infantile?
I principali segnali d’allarme includono isolamento sociale, cambiamenti nel comportamento, perdita di interesse per attività precedentemente amate, calo delle prestazioni scolastiche, disturbi del sonno o alterazioni dell’appetito. Osservare attentamente questi cambiamenti è cruciale per un intervento tempestivo.
Quali trattamenti sono efficaci per la depressione infantile?
I trattamenti efficaci includono la psicoterapia, in particolare la terapia cognitivo-comportamentale, e, in alcuni casi, la farmacoterapia con antidepressivi. L’approccio migliore spesso combina terapia psicologica, supporto familiare e, se necessario, farmaci, adattando il trattamento alle esigenze specifiche del bambino.
Come può la scuola supportare un bambino con depressione?
La scuola può offrire supporto fornendo un ambiente comprensivo, adattando il carico scolastico e lavorando in stretta collaborazione con i genitori e i professionisti della salute mentale. Educatori informati possono identificare tempestivamente i segnali di depressione e facilitare un accesso rapido alle cure necessarie.
Quanto è comune la depressione tra bambini e adolescenti?
La depressione colpisce circa il 2-5% dei bambini e adolescenti. Anche se meno comune nei bambini più piccoli, la prevalenza aumenta con l’età, rendendo fondamentale la consapevolezza e la sensibilizzazione su questo disturbo per favorire diagnosi e trattamenti precoci.






