La discalculia è un disturbo specifico dell’apprendimento che riguarda le abilità di calcolo, infatti è conosciuta anche come DSA della matematica o disturbo del calcolo. Come tutti i DSA, la discalculia è un disturbo del neurosviluppo permanente e non riguarda l’intelligenza del bambino.
Sebbene tanti bambini abbiano difficoltà con l’apprendimento della matematica, nella maggior parte dei casi si tratta di difficoltà transitorie e non di discalculia.
La discalculia viene diagnosticata dopo il terzo anno di primaria, mentre la dislessia e gli altri disturbi dell’apprendimento possono essere individuati e diagnosticati prima, a partire dal secondo anno di primaria.
Nonostante la discalculia sia una condizione persistente che può comportare difficoltà e ansia nell’approccio con l’aritmetica e l’algebra, il bambino discalculico oggi può contare su diverse misure di supporto. In questo approfondimento vediamo proprio in cosa consiste questo DSA e come intervenire.
Che cos’è la discalculia
La discalculia è un disturbo dell’apprendimento che comporta difficoltà nel comprendere i concetti matematici e attribuire significato ai numeri. In questa condizione il bambino discalculico si trova davanti a 2 sfide:
- fatica ad organizzare la cognizione numerica (in questo caso si parla di intelligenza numerica basale);
- le procedure esecutive di calcolo risultano difficoltose, soprattutto quando arriva il momento di leggere e scrivere i numeri, metterli in colonna ecc.
Quando la difficoltà riguarda solo l’apprendimento del sistema dei numeri, si parla di discalculia primaria. Si tratta invece di discalculia secondaria quando questa è accompagnata da un altro DSA, come ad esempio la dislessia, la disgrafia o la disortografia.
Le difficoltà di una persona discalculica
Abbiamo parlato di intelligenza numerica di base, ma di cosa si tratta esattamente? Per capirlo, possiamo ricorrere al paragone usato dal ricercatore Brian Butterworth: come i daltonici non riescono a vedere alcuni colori, le persone con discalculia nascono con una sorta di “cecità numerica”.
Significa che i bambini discalculici non capiscono il nesso tra il concetto di numero e il mondo reale e questo porta ad una serie di difficoltà:
- non riconoscono rapidamente piccole quantità (subitizing);
- non sono in grado di ordinare i numeri in ordine crescente o decrescente (seriazione);
- comporre e scomporre le quantità risulta difficoltoso;
- faticano a mettere a confronto delle grandezze e individuare quelle maggiori e minori;
- non riescono a calcolare a mente.
Oltre alle difficoltà che riguardano l’intelligenza numerica basale, il bambino discalculico fatica anche nelle procedure esecutive, soprattutto nel calcolo scritto. Vediamo alcuni esempi pratici di difficoltà che incontrano i bambini con discalculia:
- confondono i numeri al momento di leggerli o scriverli, infatti le cifre possono risultare invertite o capovolte (ad esempio al posto del 6 scrivono 9 oppure al posto di 23 leggono 32), in questi casi si parla anche di dislessia dei numeri;
- faticano a incolonnare i numeri;
- non riescono a memorizzare le tabelline, le sequenze numeriche o i procedimenti matematici;
- hanno difficoltà a compiere operazioni matematiche anche semplici.
A queste difficoltà pratiche si aggiungono spesso anche quelle emotive, soprattutto prima che la discalculia sia stata riconosciuta e certificata. Infatti i bambini possono vivere la lezione di matematica come un momento di stress se non vengono supportati in modo mirato.
La discalculia in età prescolare
Sebbene si tratti di un disturbo diagnosticato dal terzo anno di scuola primaria, i primi sintomi della discalculia possono emergere già in età prescolare. Genitori e maestre della scuola dell’infanzia possono riconoscere questi segnali durante le attività che uniscono gioco e apprendimento di semplici abilità.
Può accadere che il bambino non riesca ad associare il simbolo del numero alla parola e quindi a leggere i numeri correttamente. Oppure il piccolo può avere difficoltà a mettere in ordine gli oggetti per colore, forma e dimensione.
I bimbi con discalculia tendono ad evitare tutti quei giochi che richiedono l’uso dei numeri o il conteggio, infatti spesso percepiscono queste attività come difficili e poco divertenti.
La discalculia in età scolare
Se per un bambino in età prescolare è facile evitare i concetti matematici, non si può dire lo stesso dopo l’inizio della scuola. Alle prese con i primi calcoli matematici, gli studenti con discalculia tendono ad usare le dita invece di fare i calcoli a mente e i calcoli di base possono diventare una vera sfida.
I bambini con discalculia alla scuola primaria, possono non ricordare le tabelline e i punteggi ottenuti nei giochi, mostrano uno scarso senso dell’orientamento e a volte faticano a distinguere la destra dalla sinistra.
Con l’inizio della scuola secondaria i concetti matematici da utilizzare diventano ancora più complessi e lo studente discalculico mette in atto una serie di strategie per aggirare le sue difficoltà. Grafici, tabelle e tavole pitagoriche diventano dei preziosi alleati.
Anche nella vita quotidiana non mancano le sfide, perché anche misurare gli ingredienti di una ricetta o fare un piccolo acquisto può diventare difficoltoso.
La diagnosi di discalculia
Una volta emersi i segnali di discalculia, come riconoscerla? Quando un genitore si accorge dei primi campanelli di allarme, spesso su segnalazione degli insegnanti, può rivolgersi al neuropsichiatra infantile, che è la figura di riferimento per le diagnosi DSA.
Per escludere la presenza di patologie di tipo neurologico, cognitivo o comportamentale, lo specialista può indicare una serie di accertamenti di vario tipo e dei test per la misurazione del quoziente intellettivo.
Gli strumenti diagnostici mirati per i disturbi specifici dell’apprendimento sono invece i test DSA, standardizzati e calibrati in base all’età.
Come intervenire in caso di discalculia
Dopo la diagnosi, il neuropsichiatra infantile suggerisce alla famiglia un percorso per potenziare le abilità di calcolo, con il supporto di terapisti specializzati. Durante il percorso il bambino apprende delle strategie cha facilitano il calcolo e la comprensione dei concetti matematici.
La certificazione DSA valida ai fini scolastici consente inoltre al giovane studente con discalculia di accedere ad una serie di misure di supporto previste dalla legge 170 del 2010. Si tratta di strumenti previsti allo scopo di assicurare il pieno esercizio del diritto allo studio e di permettere agli alunni DSA di esprimere tutto il loro potenziale.
La scuola redige per ogni studente con DSA un Piano Didattico Personalizzato (PDP), che prevede l’utilizzo delle misure compensative più adatte. Gli strumenti compensativi per studenti discalculici possono essere i seguenti:
- calcolatrice;
- tavola pitagorica;
- tabelline;
- linea dei numeri;
- quaderno delle regole e delle formule;
- software;
- mappe concettuali (realizzate anche mediante software).
Per facilitare l’uso di questi strumenti compensativi, il bambino con discalculia può essere affiancato da un tutor DSA, in grado di guidarlo passo passo nell’apprendimento di strumenti e strategie.
La normativa a tutela dei DSA prevede inoltre che lo studente con DSA possa accedere a misure di supporto di tipo dispensativo. In particolare le misure dispensative per la discalculia possono essere:
- più tempo per svolgere le prove e i test in classe;
- contenuto ridotto per le verifiche;
- possibilità di suddividere i test in più blocchi di tempo, ad esempio facendo svolgere la verifica nell’arco di più lezioni.
Con un intervento di potenziamento mirato e l’uso di strumenti compensativi e dispensativi, il bambino può imparare a convivere serenamente con la discalculia, facendo emergere il suo potenziale.
Impatto emotivo della discalculia
Finora abbiamo visto gli strumenti pratici che si possono mettere in campo per supportare i bambini discalculici, ma non abbiamo ancora considerato le ripercussioni che il disturbo può avere nella sfera emotiva e comportamentale.
Le difficoltà riscontrate nelle abilità matematiche e il confronto con i compagni di classe o i fratelli, possono portare il bambino con disturbo del calcolo a sentirsi sbagliato o inferiore agli altri. Un supporto psicologico può essere d’aiuto nei casi di bassa autostima, così da evitare che questi sentimenti negativi possano avere ripercussioni nella sfera relazionale.
Allo stesso modo il supporto di uno psicologo dell’età evolutiva diventa la figura chiave per lavorare sull’ansia che le difficoltà di calcolo e la paura del giudizio degli altri possono generare.
È un percorso di riabilitazione neuropsicologica che può coinvolgere anche la famiglia e gli insegnanti. Quando tutti lavorano in sinergia tra loro, il bambino si sente capito, supportato e più preparato ad affrontare le sfide della discalculia.
Domande frequenti
Come si fa a capire se è discalculia?
La discalculia si riconosce quando un bambino manifesta persistenti difficoltà con il concetto di numero, calcolo mentale e memorizzazione delle tabelline. Un’indicazione importante è l’incapacità di riconoscere sequenze numeriche o eseguire semplici operazioni matematiche, nonostante un’intelligenza nella norma.
Quali sono i sintomi della discalculia?
I principali sintomi includono difficoltà nel leggere e scrivere numeri, eseguire calcoli semplici e ordinare quantità. Altri segnali comuni sono l’incapacità di memorizzare le tabelline e una lentezza nel riconoscere i numeri, spesso associata a un forte senso di frustrazione.
A cosa è dovuta la discalculia?
La discalculia può essere dovuta a difficoltà nel modo in cui il cervello elabora i numeri e i concetti matematici. Alcuni studi suggeriscono che ci siano fattori genetici e differenze nel neurosviluppo. Non è causata da problemi di intelligenza o mancanza di motivazione, ma da come il cervello gestisce i numeri.
Cosa fare in caso di discalculia?
È essenziale rivolgersi a specialisti come il neuropsichiatra infantile per una diagnosi corretta. Successivamente, la scuola potrà adottare un piano didattico personalizzato (PDP) per consentire l’uso di strumenti compensativi e dispensativi a supporto del bambino durante il percorso scolastico.
Che test si fanno per la discalculia?
I test per la discalculia includono valutazioni neuropsicologiche mirate che misurano le abilità di calcolo e prassiche. Questi test sono standardizzati in base all’età del bambino e servono a escludere altri disturbi cognitivi o comportamentali che potrebbero influenzare l’apprendimento.
Quanti tipi di discalculia ci sono?
Esistono due tipi principali di discalculia: la discalculia primaria, che riguarda esclusivamente il sistema numerico, e la discalculia secondaria, che si manifesta in presenza di altri disturbi specifici dell’apprendimento, come la dislessia o la disgrafia.
Quanto dura la discalculia?
La discalculia è una condizione permanente che persiste nel corso della vita. Tuttavia, con un intervento mirato e l’uso di strategie compensative, è possibile ridurre significativamente l’impatto del disturbo, aiutando il bambino a convivere meglio con le sue difficoltà.










