Disgrafia

Cos’è la disgrafia e come si manifesta

Indice

La disgrafia è un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) che si manifesta con difficoltà nella scrittura a livello motorio. Non riguarda la capacità di comprendere o produrre il contenuto scritto, ma il modo in cui la scrittura viene eseguita, influenzando la leggibilità e la fluidità.

Questo disturbo colpisce soprattutto bambini in età scolare, ma può essere riconosciuto anche in età adulta, sebbene spesso sia associato ad altri DSA come dislessia, disortografia o discalculia. Comprendere le sue manifestazioni è essenziale per fornire il giusto supporto educativo e terapeutico.

Come si manifesta la disgrafia

Riconoscere la disgrafia è essenziale per arrivare ad una diagnosi precoce e mettere in campo tutte le misure di potenziamento e supporto. È bene precisare che si tratta di un disturbo che va oltre la comune difficoltà a scrivere in modo ordinato. Infatti la disgrafia coinvolge un ampio spettro di abilità, come la coordinazione, la consapevolezza corporea e la gestione dello spazio.

Le difficoltà legate alla disgrafia possono variare notevolmente da persona a persona, ma si possono identificare alcune caratteristiche comuni:

  1. Scrittura illeggibile o disordinata

I bambini con disgrafia spesso scrivono in modo poco chiaro, con lettere mal formate, spaziature irregolari e una pressione del tratto incoerente. Questo rende difficile leggere ciò che scrivono, persino a loro stessi.

  1. Lentezza nella scrittura

La difficoltà nel controllare i movimenti della mano porta a una scrittura più lenta rispetto ai coetanei, rallentando l’intero processo di apprendimento.

  1. Dolore o affaticamento nella mano

A causa dello sforzo richiesto per scrivere, molti bambini con disgrafia lamentano dolori alla mano, al polso o al braccio dopo brevi sessioni di scrittura.

  1. Problemi di postura e impugnatura della penna

Chi soffre di disgrafia spesso utilizza una postura rigida o scorrette impugnature della penna, che aggravano le difficoltà nella scrittura.

  1. Errori ortografici e grammaticali

Anche se la disgrafia non colpisce direttamente le capacità linguistiche, i bambini possono commettere errori dovuti alla difficoltà di concentrarsi contemporaneamente sulla forma e sul contenuto del testo.

Le difficoltà di un bambino disgrafico

La “brutta grafia” è il principale campanello d’allarme quando si tratta di disgrafia, ma non è l’unico. Infatti la persona disgrafica va incontro ad alcune difficoltà pratiche durante le lezioni e nello svolgimento dei compiti a casa. Vediamo nel dettaglio in cosa consistono queste difficoltà:

  • Ricopiare dalla lavagna: il trasferimento delle informazioni visive sul foglio avviene lentamente e in modo impreciso.
  • Mancanza di ordine nel testo: margini non rispettati, disallineamento delle parole e spaziature irregolari rendono la scrittura caotica.
  • Dimensioni incoerenti delle lettere: variazioni nella grandezza delle lettere compromettono l’uniformità del testo.
  • Tratto non fluido: frequenti interruzioni e sovrapposizioni tra lettere influenzano la leggibilità.
  • Ricalco delle lettere: ridisegnare ripetutamente una lettera per migliorarne la forma è un comportamento comune.
  • Uso eccessivo della pressione sulla carta: la pressione esagerata può lasciare segni profondi o danneggiare il foglio.
  • Impugnatura errata: una presa inadeguata della penna causa difficoltà motorie e affaticamento.
  • Scrittura lenta e laboriosa: i compiti richiedono più tempo rispetto ai coetanei.
  • Variabilità grafica: le lettere possono apparire diverse ogni volta che vengono scritte, con spaziature incoerenti tra parole e lettere.
  • Problemi nei compiti scritti e nei dettati: difficoltà nel seguire il ritmo richiesto per completare correttamente le attività.

Spesso le difficoltà nella scrittura comportano anche un minor grado di organizzazione e autonomia nello svolgimento dei compiti per casa. Senza un adeguato supporto e un metodo per esaltare le sue potenzialità, l’alunno disgrafico può incorrere in un calo del rendimento scolastico.

Diversi tipi di disgrafia

La disgrafia non si presenta sempre con gli stessi sintomi, ma può manifestarsi in diverse forme, ognuna con caratteristiche specifiche. 

La disgrafia dislessica si distingue per una scrittura spontanea difficile da decifrare, mentre quella copiata risulta più chiara. In questo caso, l’ortografia è spesso compromessa, anche se le capacità motorie, come la velocità delle dita, rimangono nella norma. 

Diversa è la disgrafia motoria, che dipende da un deficit nelle abilità motorie fini: tono muscolare debole, scarsa destrezza e difficoltà nel controllo motorio. Qui, la scrittura è solitamente illeggibile, sia spontanea che copiata. 

Infine, la disgrafia spaziale coinvolge problemi nella percezione dello spazio, portando a una scrittura confusa e disordinata, nonostante l’ortografia sia generalmente corretta. Non è raro che un bambino presenti una combinazione di queste tipologie, rendendo il quadro clinico più complesso.

Comorbilità con altri disturbi e difficoltà

La disgrafia spesso si accompagna ad altre difficoltà e la sovrapposizione di più disturbi specifici dell’apprendimento è molto comune. Ad esempio, molti bambini disgrafici presentano anche disortografia, dislessia o disturbi del linguaggio, manifestando problemi nell’apprendimento di nuove parole o nella costruzione grammaticale corretta. 

Una comorbidità frequente è il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), caratterizzato da impulsività e difficoltà di concentrazione, che possono aggravare le sfide legate alla scrittura. 

Anche la disprassia, che comporta una scarsa coordinazione motoria, può influenzare la qualità del tratto grafico. Queste condizioni intrecciate rendono fondamentale un approccio diagnostico e terapeutico globale, che tenga conto di tutte le difficoltà del bambino.

Come viene diagnosticata la disgrafia

La diagnosi della disgrafia richiede una valutazione specialistica, che di solito coinvolge un’équipe multidisciplinare composta da neuropsichiatri, psicologi, neuropsicomotricisti e terapisti specializzati. La consulenza del pediatra, infatti, non è sufficiente per diagnosticare il problema e comprenderne il livello di gravità.

Il percorso di diagnosi è scandito da diverse fasi:

  • Osservazione delle abilità grafo-motorie attraverso esercizi specifici, come copiare lettere o scrivere brevi testi.
  • Valutazione cognitiva e linguistica, necessaria per escludere difficoltà legate alla comprensione o alla memoria.
  • Confronto con i parametri normativi, che include l’analisi delle abilità di scrittura del bambino rispetto a quelle attese per la sua età.

È importante affidarsi ad un centro specializzato e autorizzato per la somministrazione dei test DSA. Solo questi centri, infatti, possono rilasciare un certificato DSA valido ai fini scolastici, indispensabile per accedere a tutte le misura di supporto previste dalla legge 170 del 2010.

In seguito alla delibera della Regione Lazio 32/2020, il CMR è un centro autorizzato al rilascio della certificazione DSA, infatti è ormai un punto di riferimento per le famiglie in fase di diagnosi e trattamento dei DSA.

Trattamenti e strategie per affrontare la disgrafia

Per gestire la disgrafia in modo efficace, è importante adottare un approccio multidisciplinare che includa tecniche di rilassamento, esercizi specifici e strumenti compensativi.

  • Postura corretta
    Migliorare la postura durante la scrittura è un primo passo fondamentale. Correggere rigidità e abitudini scorrette favorisce una maggiore fluidità nei movimenti, riducendo la fatica.
  • Esercizi di motricità fine
    Attività come disegnare, colorare o manipolare piccoli oggetti aiutano a sviluppare la precisione e la coordinazione occhio-mano, abilità essenziali per una scrittura più agevole.
  • Tecnologie e strumenti compensativi
    L’uso di dispositivi come tablet o computer con programmi di scrittura è un valido supporto. Questi strumenti semplificano la comunicazione scritta e riducono lo stress legato alla scrittura manuale.

Il ruolo del supporto scolastico

Un supporto scolastico adeguato è indispensabile per aiutare il bambino con disgrafia a superare le difficoltà.

  • Piano Didattico Personalizzato (PDP)
    La scuola, in collaborazione con gli specialisti, dovrebbe redigere un PDP che includa misure specifiche come:
    • Tempi extra per i compiti scritti.
    • Alternative alla scrittura manuale.
    • Utilizzo di strumenti compensativi e dispensativi.
  • Interventi personalizzati
    Nei casi più complessi, è utile integrare la riabilitazione cognitiva e motoria con incontri psicoterapeutici. Questo approccio globale aiuta non solo a migliorare le abilità grafiche, ma anche il benessere emotivo del bambino.

Indicazioni pratiche per i genitori

Se sospetti che tuo figlio abbia difficoltà legate alla disgrafia, è fondamentale agire con tempestività. Inizia confrontandoti con gli insegnanti per individuare strategie ed esercizi di potenziamento che possano migliorare la situazione.

Se i risultati non sono sufficienti, valuta una consulenza con uno specialista, rivolgendoti al Servizio Sanitario Nazionale o ad un centro specializzato.

In caso di diagnosi confermata, segui il percorso indicato per compensare le difficoltà e supportare il metodo di apprendimento più adatto a tuo figlio, intraprendendo una terapia preferibilmente neuropsicomotoria o logopedica. In questa fase sarà necessario anche collaborare con la scuola affinché il Piano Didattico Personalizzato (PDP) includa strategie e strumenti utili per sostenere il suo percorso educativo.

Un intervento precoce e ben strutturato può aiutare tuo figlio ad affrontare la disgrafia con serenità, valorizzando le sue potenzialità.

Domande frequenti

Cosa è la disgrafia?

La disgrafia è un disturbo specifico dell’apprendimento che riguarda la scrittura, caratterizzato da difficoltà nel tracciare le lettere in modo chiaro e ordinato.

A cosa è dovuta la disgrafia?

La disgrafia può derivare da difficoltà motorie, problemi di coordinazione occhio-mano o dalla scarsa percezione spaziale. Spesso è associata ad altri disturbi dell’apprendimento o del linguaggio.

Qual è la differenza tra disgrafia e disortografia?

La disgrafia riguarda la difficoltà nel tratto grafico e nella scrittura manuale, mentre la disortografia si riferisce agli errori ortografici legati alla mancata applicazione delle regole grammaticali.

Cosa fare in caso di disgrafia?

Se sospetti la disgrafia, confrontati con gli insegnanti e consulta uno specialista. Una diagnosi tempestiva permette di pianificare interventi mirati, come esercizi di potenziamento e l’uso di strumenti compensativi.

A quale età si può parlare di disgrafia?

La disgrafia può essere identificata generalmente dopo i primi due anni della scuola primaria, quando il bambino ha acquisito una certa familiarità con la scrittura.

Quali sono i sintomi della disgrafia?

Tra i sintomi principali ci sono lettere disallineate, difficoltà nel rispettare margini e spazi, lentezza nello scrivere, tratto irregolare e impugnatura scorretta della penna.

Che differenza c’è tra disgrafia e dislessia?

La disgrafia coinvolge la scrittura, mentre la dislessia riguarda la lettura, con difficoltà nella decodifica delle parole e nella comprensione del testo scritto.

Quanti tipi di disgrafia esistono?

Esistono diverse tipologie di disgrafia: dislessica, motoria e spaziale. Alcuni bambini possono presentare una combinazione di queste.

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