I sintomi della dislessia risultano evidenti con l’inizio del percorso scolastico, quando il bambino si confronta con la necessità di imparare le abilità di lettura, scrittura e calcolo. Sebbene i DSA siano disturbi che in genere vengono diagnosticati dopo la seconda classe della scuola primaria, i primi segni della dislessia compaiono anche prima.

Cogliere precocemente questi segnali può essere di grande utilità per il bambino, che può disporre fin da subito di supporti che migliorano l’esperienza scolastica e il suo rendimento. Quando fanno la loro comparsa i sintomi della dislessia nei bambini, non bisogna sottovalutare l’aspetto psicologico del disturbo, che in alcuni casi può generare ansia e mancanza di autostima.

Perché compaiono i sintomi di dislessia

Quali sono le cause della dislessia e perché compaiono i suoi sintomi? Come abbiamo visto nell’approfondimento su come legge un dislessico, il cervello del bambino con dislessia funziona in modo diverso rispetto alla maggior parte dei suoi coetanei. 

La sua difficoltà nella lettura è legata al fatto che non riesce a rappresentare mentalmente lettere e suoni e fatica ad adattare le sue modalità percettive alla lettura. A fronte di questa difficoltà, il dislessico ha la straordinaria capacità di ragionare per immagini e organizzare le informazioni in modo da avere una visione globale.

I genitori preoccupati dalla diagnosi di dislessia del figlio devono sapere che si tratta di una condizione che non preclude un futuro di successo e soddisfazione. La storia ha conosciuto molti personaggi di successo, che sono riusciti ad raggiungere grandi risultati nei loro ambiti nonostante la dislessia. Stiamo parlando di dislessici illustri del calibro di Leonardo Da Vinci, Mozart, Albert Einstein, Napoleone Bonaparte, Winston Churchill, Thomas Edison, Walt Disney e John Lennon.

Le cause della dislessia sembrano di natura genetica, mentre l’incidenza del disturbo sulla popolazione scolastica è pari al 2,8% secondo i dati MIUR del 2022. Spesso la dislessia si accompagna ad altri disturbi specifici dell’apprendimento o altre comuni patologie dell’età evolutiva come ADHD, disprassie o disturbi del comportamento.

Dislessia: sintomi in età prescolare

In caso di dislessia, sintomi e primi segnali possono manifestarsi già nella scuola materna, quando il bambino sembra avere difficoltà nella pronuncia delle parole e nel linguaggio. In alcuni casi si può avere un vero e proprio ritardo del linguaggio, mentre altre volte il bambino manifesta alcune difficoltà a ricordare delle parole semplici.

Anche il primo approccio con le lettere e i numeri può risultare complesso, perché il bambino dislessico fatica a distinguere le lettere graficamente simili tra loro, come ad esempio p e q, oppure le lettere che hanno dei suoni simili, come f e v. Allo stesso modo si possono presentare incertezze al momento di riconoscere i numeri e contare.

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I problemi nella coordinazione motoria del bambino dislessico possono essere un ulteriore campanello d’allarme. Nello specifico il piccolo può riscontrare difficoltà a disegnare e colorare entro i contorni o a tenere correttamente la matita.

Sintomi di dislessia nella scuola primaria

I sintomi della dislessia in prima elementare si fanno più marcati, perché le capacità del bambino dislessico si scontrano con modalità percettive che sono a lui totalmente estranee. Adattare la sua particolare modalità percettiva alla lettura diventa una vera sfida senza gli strumenti compensativi e dispensativi che la scuola riconosce ai dislessici.

Quali sono i sintomi di dislessia nei bambini della scuola primaria? La difficoltà nella lettura è l’aspetto più rilevante, perché il bambino legge lentamente, con esitazione e facendo tanti errori. Durante la lettura lo studente dislessico salta parole, frasi o intere righe e può accadere che si verifichi una fusione di lettere e parole, che nella sua percezione sembrano confondersi, spostarsi o addirittura sparire.

Anche la comprensione del testo risulta piena di lacune, infatti il bambino fatica a comprendere ciò che ha letto e non riesce a rispondere alle domande sul testo che vengono poste dall’insegnante.

In caso di dislessia si possono presentare anche difficoltà nella scrittura, che emergono ad esempio nel momento in cui il bambino deve ricopiare un testo scritto alla lavagna. Possono essere presenti anche problemi con l’ortografia, infatti non è raro che la dislessia si sovrapponga alla disortografia o alla disgrafia.

Problemi di memoria a breve termine possono diventare un ulteriore campanello d’allarme, che si manifesta, ad esempio, quando il bambino non riesce a ricordare poesie, tabelline o anche delle sequenze di istruzioni. Anche memorizzare le parole può diventare un ostacolo, perché nella mente del dislessico risulta complesso associare le nuove parole a delle immagini.

Inoltre, ai fini di riconoscere la dislessia, segnaliamo anche possibili difficoltà nell’apprendimento delle lingue straniere, soprattutto quando occorre ricordare vocabolario e regole grammaticali.

Sintomi di dislessia nella scuola secondaria

Man mano che lo studente dislessico avanza nel percorso di studi, è chiamato a misurarsi con nuove sfide. Oltre ai problemi di lettura e scrittura che abbiamo visto, si aggiungono anche difficoltà nell’organizzazione e nella gestione del tempo. Organizzare i compiti scolastici e rispettare le scadenze può diventare complicato senza il supporto di un tutor DSA, che guidi lo studente nell’acquisizione di un metodo di studio.

Abbiamo già accennato alle possibili difficoltà di natura psicologica, infatti può accadere che emerga ansia da prestazione e sentimenti di bassa autostima legati alle difficoltà scolastiche e al confronto con i compagni.

L’orientamento spazio temporale è un altro aspetto da tenere in considerazione, perché è possibile che lo studente con dislessia faccia confusione tra destra e sinistra e abbia dei problemi nel comprendere e formulare i concetti temporali.

Le lezioni diventano più lunghe e impegnative nella scuola secondaria e può succedere che lo studente dislessico si distragga facilmente durante le attività didattiche. Mantenere l’attenzione per periodi prolungati diventa in questi casi molto complicato.

Cosa fare quando si presentano segni di dislessia

Nel momento in cui si presentano sintomi della dislessia nei bambini, è bene iniziare l’iter diagnostico che si avvale di appositi test DSA e rivolgersi ad un centro autorizzato dalla regione per ottenere una certificazione DSA valida ai fini scolastici.

Il CMR è stato tra i primi centri privati abilitati al rilascio di una diagnosi DSA riconosciuta dalla Regione Lazio ed ancora oggi è a disposizione delle famiglie che necessitano di una certificazione DSA. Il primo passo da compiere è prenotare un primo colloquio gratuito con i professionisti del Centro.

La certificazione DSA ha valore legale ed è fondamentale per ottenere la predisposizione di un Piano Didattico Personalizzato, che viene redatto dagli insegnanti in base alle specifiche esigenze dello studente.

Grazie alla sinergia di tutor DSA, strumenti compensativi e dispensativi e alla collaborazione tra la famiglia e la scuola, tuo figlio dislessico può affrontare più serenamente il suo percorso scolastico e lavorare sulle competenze che necessitano di interventi riabilitativi. 

Sebbene la dislessia sia una condizione permanente, imparare a convivere con le sue particolarità, semplifica molto le piccole e grandi sfide che si presentano lungo il cammino.