Le preoccupazioni sui disturbi del sonno dei bambini sono molto comuni tra i genitori, soprattutto quando i risvegli notturni diventano più frequenti. Nei primi anni di vita il sonno dei bambini cambia, infatti nella maggior parte dei casi i cambiamenti sono espressione di una determinata fase di crescita e non di un disturbo.
Per aiutare i genitori a distinguere i cambiamenti legati all’età dai veri e propri disturbi del sonno, in questo approfondimento ci occuperemo dei più comuni problemi di sonno dei bambini, come riconoscerli e come affrontarli.
L’importanza del sonno per i bambini
Il sonno è un elemento fondamentale per il benessere dei bambini, perché influisce direttamente sul loro sviluppo fisico, cognitivo ed emotivo. Durante il riposo notturno, il cervello elabora e consolida le esperienze e le informazioni acquisite durante la giornata, mentre il corpo si rigenera e cresce.
Un sonno di qualità aiuta il sistema nervoso a “ricaricarsi” e favorisce la concentrazione, la memoria e le capacità di apprendimento. Per i bambini, che sono in una fase di crescita continua, dormire bene è essenziale per affrontare le sfide quotidiane, a scuola e nella vita sociale.
Al contrario, la carenza di sonno o un riposo disturbato possono incidere negativamente sull’umore e sulle prestazioni quotidiane. A lungo andare, la mancanza di sonno può portare a irritabilità, difficoltà di attenzione e persino a problemi di salute fisica.
Tipologie di disturbi del sonno dei bambini
I disturbi del sonno nei bambini si presentano con diverse caratteristiche, ognuna delle quali può influire sulla qualità del riposo e, di conseguenza, sul loro benessere quotidiano. Tra i problemi più comuni troviamo:
- Difficoltà a prendere sonno o a mantenerlo: questa condizione, nota come insonnia, porta il bambino a impiegare molto tempo per addormentarsi o a svegliarsi frequentemente durante la notte. Nei casi più severi, può creare irritabilità e affaticamento durante il giorno.
- Sonnolenza diurna eccessiva: sebbene sia normale per i bambini più piccoli avere momenti di sonnolenza durante il giorno, un riposo notturno disturbato o insufficiente può rendere eccessiva questa necessità, interferendo con la loro capacità di essere attenti e attivi.
- Disturbi respiratori e di movimento durante il sonno: in alcuni casi, problemi come l’apnea notturna (caratterizzata da pause nella respirazione) o movimenti involontari (come scatti o spasmi) influenzano negativamente la qualità del sonno, rendendolo frammentato.
Di seguito, esploriamo i disturbi del sonno più frequenti, con dei consigli pratici per riconoscerli.
Insonnia
L’insonnia è il disturbo del sonno più comune e consiste nella difficoltà del bambino ad addormentarsi e a mantenere il sonno. I risvegli notturni sono molto frequenti nei primi mesi di vita e fino a 6 mesi d’età, perché il neonato non distingue tra notte e giorno e si sveglia quando ha fame.
In questa fase non si può parlare di “insonnia del neonato”, ma di una normale fase dell’età che può essere molto stancante per i genitori. Se il bambino cresce in modo regolare non è il caso di preoccuparsi, ma di certo si possono adottare degli accorgimenti per facilitare la fase di addormentamento.
Infatti, può essere utile avere un routine serale, mantenere gli orari regolari, addormentare il piccolo nella zona notte ed evitare di prendere in braccio il bambino ad ogni risveglio notturno.
Questi stessi accorgimenti possono essere d’aiuto anche quando l’insonnia del bambino si presenta dopo i primi 6 mesi. È bene verificare che il bambino riesca a respirare bene, anche se un sonno rumoroso non è sempre segnale di un disturbo.
Si parla invece di insonnia comportamentale dell’infanzia quando il bambino prende l’abitudine di addormentarsi o tornare a dormire in condizioni molto specifiche. Ad esempio, alcuni bambini prendono sonno solo quando vengono cullati oppure dopo aver bevuto il latte. Slegare la fase di addormentamento da queste abitudini è il primo passo da compiere per superare il problema.

Apnea notturna
Una delle preoccupazioni più grandi dei genitori è che il bambino vada in apnea durante il sonno. Delle apnee transitorie possono capitare e in genere non sono pericolose. Quando invece si presentano spesso, è opportuno eseguire una serie di esami presso dei centri specializzati di medicina del sonno.
In alcuni casi si può trattare di apnee ostruttive del sonno (OSAS), che consistono in un’ostruzione delle vie aeree superiori. La causa più comune nei bambini è l’ingrossamento delle tonsille o delle adenoidi, ma l’ostruzione può essere legata anche all’obesità o ad un’insufficienza dei muscoli che controllano la faringe, la lingua e il palato molle.
Il primo campanello d’allarme è il sonno rumoroso dei bambini, che russano di frequente durante la notte. Non tutti i bambini che russano sono interessati da apnee notturne, infatti il russare può essere legato anche al naso chiuso tipico del raffreddore, a cui si può rimediare con dei lavaggi nasali.
Pavor notturno e incubi
Il pavor notturno è il terrore notturno e in genere si presenta nella prima metà della notte. Il bambino si sveglia in preda alla paura, urla, piange e si agita. In questi casi si tratta di una parasonnia, ossia il bambino sembra sveglio e cosciente, ma in realtà il suo cervello sta ancora dormendo (così come accade con il sonnambulismo).
Al risveglio il bambino non ricorderà nulla di ciò che è accaduto o del motivo del suo terrore, infatti, si trovava in una fase di incoscienza. Il pavor notturno è un disturbo del sonno che nella maggior parte dei casi sparisce col tempo.
Se il terrore notturno si verifica nella prima parte della notte, gli incubi sono invece più frequenti nella seconda parte della notte. In genere dopo un incubo il bambino si sveglia piangendo ed è in grado di ricordare cosa ha sognato. Anche questi incubi sono fenomeni passeggeri che si risolvono con un po’ di pazienza e comprensione.
Sindrome delle gambe senza riposo
Siamo in presenza della sindrome delle gambe senza riposo quando il bambino non riesce a tener ferme le gambe e di conseguenza si addormenta con difficoltà. Per un bambino non è sempre facile spiegare cosa succede e parla di “ ondine o formichine sulle gambe”.
È un problema di tipo neurologico che in alcuni casi è associato al deficit di attenzione e iperattività (ADHD). La sindrome si presenta soprattutto nelle ore serali, ma anche durante il giorno, con la conseguente difficoltà a mantenere l’attenzione a scuola.
Trattandosi di un disturbo neurologico, rientra nella competenza del neuropsichiatra infantile. Una volta accertata la diagnosi, il trattamento proposto è sia farmacologico sia comportamentale e può essere abbinato ad un’attività aerobica per alleviare i sintomi.
Parasonnie
Abbiamo già accennato alle parasonnie, che sono quei disturbi del sonno che comportano movimenti, comportamenti e percezioni involontari e innaturali. Oltre al pavor notturno, che abbiamo già visto, le parasonnie possono avere varie forme.
La forma più conosciuta è il sonnambulismo, che spinge il bambino ad alzarsi dal letto ancora in preda al sonno e compiere delle azioni della vita diurna, come ad esempio parlare, cantare o prendere degli oggetti. Il piccolo al risveglio non avrò alcun ricordo di quello che ha fatto di notte.
In caso di sonnambulismo l’esigenza primaria è proteggere il bambino dal rischio di cadere dalle scale, sbattere contro degli ostacoli o farsi male perché perde l’equilibrio e cade.
Un altro fenomeno sono le parasonnie confusionali, che consistono in comportamenti del bambino che denotano confusione e disorientamento. In apparenza il bambino sembra sveglio, ma non è così, infatti al risveglio non ricorderà più nulla.
Appare disorientato, non riconosce l’ambiente circostante, si muove in modo goffo e dà risposte incoerenti oppure non risponde affatto alle domande. Anche le parasonnie confusionali spariscono col tempo spontaneamente.
Bruxismo notturno
Il bruxismo notturno nei bambini è un disturbo del movimento legato al sonno e consiste nello sfregamento dell’arcata dentale inferiore contro quella superiore, mentre le mascelle sono serrate.
È un movimento involontario piuttosto comune nei bambini e si può presentare dal momento in cui spuntano i denti da latte. Anche questo disturbo può essere associato a deficit di attenzione e iperattività. Al risveglio il bambino può provare fastidio o dolore alla mascella oppure soffrire di mal di testa.
Il bruxismo notturno non è preoccupante quando si presenta occasionalmente, perché può essere legato ad un periodo transitorio di stress o ansia. Se invece si verifica di frequente, è opportuno consultare il pediatra.
Sonnolenza diurna eccessiva
La sonnolenza diurna eccessiva nei bambini può essere sintomo di un riposo notturno disturbato o insufficiente. Questo problema si manifesta con la tendenza a mostrare stanchezza eccessiva durante il giorno, difficoltà a concentrarsi e un umore facilmente irritabile. In età scolastica, la sonnolenza diurna può interferire con l’apprendimento e le prestazioni quotidiane, creando difficoltà sia a scuola che nelle attività sociali.
Tra le cause comuni ci sono l’insonnia, le apnee notturne o un igiene del sonno non adeguata. Anche l’uso prolungato di dispositivi elettronici e videogame nelle ore serali può contribuire alla sonnolenza, poiché la luce degli schermi interferisce con il naturale ciclo sonno-veglia. Stabilire una routine regolare e limitare l’uso di dispositivi può migliorare il riposo notturno e, di conseguenza, ridurre la sonnolenza durante il giorno.
Se la sonnolenza persiste nonostante i cambiamenti nella routine, è consigliabile parlarne con il pediatra. Un esperto può valutare se il problema è causato da una condizione medica o da abitudini di sonno inadeguate, e può suggerire strategie specifiche per migliorare il benessere generale del bambino.
Conclusione
Comprendere i disturbi del sonno nei bambini può aiutare i genitori a sentirsi più sereni e preparati. Molti di questi disturbi, come insonnia e parasonnie, sono spesso normali fasi di crescita e col tempo si risolvono da soli. Un atteggiamento paziente e qualche semplice accorgimento possono migliorare la qualità del sonno e del riposo di tutta la famiglia.
Se avete dubbi o preoccupazioni, parlarne con il pediatra è sempre una buona scelta. Lo specialista può fornire un supporto concreto e indirizzarvi verso eventuali soluzioni che rispondano alle esigenze specifiche del vostro bambino.
Domande frequenti
Quali sono i disturbi del sonno nei bambini?
I disturbi del sonno più comuni nei bambini includono insonnia, eccessiva sonnolenza diurna, apnee notturne e parasonnie come sonnambulismo e pavor notturno. Ogni disturbo ha caratteristiche specifiche, che possono influire sul riposo e sul benessere complessivo del bambino.
Come curare i disturbi del sonno nei bambini?
Il trattamento dei disturbi del sonno dipende dal tipo di problema e dalla sua intensità. In molti casi, modifiche alla routine serale e all’ambiente di riposo aiutano a migliorare la qualità del sonno. Per i disturbi più complessi, un pediatra o un neuropsichiatra infantile può suggerire interventi mirati.
Chi cura i disturbi del sonno nei bambini?
Di solito, i primi a occuparsi di questi disturbi sono il pediatra o un medico specialista del sonno. Se il problema è legato a cause neurologiche o comportamentali, può essere necessario il supporto di un neuropsichiatra infantile o di un terapista del sonno.
A cosa sono dovuti i disturbi del sonno?
I disturbi del sonno possono derivare da fattori diversi, tra cui l’età, l’ansia, il cambio di routine e, in alcuni casi, problemi respiratori o neurologici. Nei primi anni, molti disturbi sono legati alla fase di sviluppo del bambino e tendono a risolversi col tempo.
Cosa fare quando i bambini non riescono a dormire?
Una routine serale tranquilla e costante può essere di grande aiuto. Evitare attività eccitanti prima di dormire, mantenere luci soffuse e stabilire orari regolari può favorire il rilassamento. Se il problema persiste, è consigliabile consultare il pediatra. In alcuni casi l’irrequietezza notturna potrebbe essere legata ad un comune scatto di crescita e il confronto col medico aiuterà a chiarire l’origine del problema.
Perché mio figlio si sveglia di continuo la notte?
I risvegli notturni frequenti possono essere causati da diverse ragioni, tra cui la crescita, le parasonnie o un ambiente poco favorevole al riposo. In caso di risvegli frequenti e inspiegabili, consultare un medico è utile per individuare e trattare eventuali cause.





