Epilessia infantile: indicazioni pratiche per le famiglie

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Le convulsioni e gli episodi di epilessia infantile possono spaventare molto i genitori. Anche quando si tratta di crisi epilettiche di pochi secondi, è forte la paura che succeda di nuovo e che si tratti di un problema con cui il bambino dovrà convivere per tutta la vita.

Possiamo fin da subito tranquillizzare i genitori, perché nella maggioranza dei casi una singola crisi epilettica non è sintomo di epilessia, ma solo una manifestazione transitoria che si risolve da sola. 

Per fare chiarezza sul tema, dobbiamo prima di tutto fare una distinzione tra crisi epilettica, convulsione ed epilessia e solo dopo potremo approfondire le cause, l’iter diagnostico, i trattamenti e le indicazioni pratiche su cosa fare durante le crisi epilettiche.

Differenze tra crisi epilettica, convulsioni ed epilessia

Cosa sono le crisi epilettiche?

Una crisi epilettica è un sorta di corto circuito del cervello, dovuto ad un’attività elettrica anomala. I neuroni comunicano tra loro attraverso dei segnali elettrici, ma durante una crisi epilettica, questi segnali si interrompono temporaneamente.

Le crisi epilettiche non sono tutte uguali, ma possono essere motorie o non motorie. Durante le crisi epilettiche motorie, i muscoli del corpo sono interessati da movimenti involontari o spasmi muscolari.

Le crisi epilettiche non motorie sono invece quelle definite anche “assenze dell’infanzia”, che si verificano quando il bambino si blocca, resta con gli occhi fissi nel vuoto, senza compiere alcun movimento. Sono crisi che durano al massimo 30 secondi e al termine delle quali il bambino non ricorda niente di quanto è accaduto, infatti riprende le attività interrotte come se nulla fosse successo.

Le crisi focali interessano solo un’area del cervello. Durante la crisi il bambino in genere resta cosciente e ad esempio può accadere che non sia in grado di parlare, ma comunichi con gli occhi.

Al contrario delle crisi focali, le crisi generalizzate coinvolgono entrambi gli emisferi del cervello, infatti comportano la perdita di coscienza.

epilessia infantile

Cosa sono le convulsioni?

Anche se il termine convulsioni è spesso usato come sinonimo di crisi epilettica, si riferisce in realtà ad un fenomeno leggermente diverso. Le convulsioni sono crisi epilettiche che hanno una manifestazione motoria con contrazioni ritmiche dei muscoli.

In genere si parla di convulsioni quando la causa del problema è di natura transitoria. Un esempio tipico sono le convulsioni neonatali, che si verificano entro pochi giorni dalla nascita, oppure le convulsioni febbrili, che invece si hanno solo in presenza di febbre alta tra 1 e 5 anni di età.

Cos’è l’epilessia?

L’epilessia consiste nella predisposizione a sviluppare delle crisi epilettiche. Quando si tratta del primo episodio, non è possibile sapere se si tratta di crisi di tipo transitorio oppure di epilessia vera e propria, ma è comunque possibile iniziare l’iter diagnostico per fare luce sul problema.

Cosa fare in caso di crisi epilettica

Una delle domande più frequenti dei genitori è cosa fare in caso di crisi epilettiche nei bambini. Innanzitutto è importante che l’adulto mantenga la calma e non si faccia prendere dal panico. Grazie a dei piccoli accorgimenti, le crisi epilettiche non hanno conseguenze, quindi è bene restare lucidi e compiere queste semplici azioni:

  • Il bambino va messo disteso e in posizione laterale. Questa è una posizione di sicurezza che facilita la respirazione ed evita l’ingestione di liquidi (ad esempio nel caso di salivazione eccessiva) che potrebbero andare di traverso.
  • Bisogna poi chiamare il 118, perché nel caso in cui la crisi epilettica si dovesse prolungare, gli operatori sanno bene cosa fare.

È importante inoltre sapere anche cosa non fare durante le crisi epilettiche del bambino. Non bisogna mettere le mani in bocca, né compiere altre manovre di questo tipo, che possono risultare pericolose.

Perché viene l’epilessia infantile?

Per capire la causa della crisi epilettica in genere ci vuole un po’ di tempo, perché bisogna seguire un iter diagnostico che attraverso vari accertamenti permetta di valutare il rischio che si presentino altre crisi.

Si inizia sempre dall’anamnesi, che consiste nella raccolta di varie informazioni che aiutano a ricostruire la storia clinica del bambino. Ad esempio è importante sapere se ci sono altre patologie, se in famiglia ci sono o ci sono stati altri casi di crisi epilettica o diagnosi di epilessia.

Il neuropsichiatra infantile cerca poi attraverso un esame obiettivo degli indizi fisici, come ad esempio problemi motori che possano suggerire la presenza di un eventuale danno cerebrale.

Per comprendere la causa delle crisi epilettiche, si fanno anche una serie di accertamenti. I più semplici sono le analisi del sangue, per scoprire ad esempio se ci sono delle transitorie alterazioni del glucosio o di alcuni sali nel sangue. Conoscere la presenza di queste anomalie permette di correggerle, in modo che le crisi epilettiche non tornino più.

Un altro accertamento necessario è l’elettroencefalogramma (EEG), che attraverso degli elettrodi che si posizionano sulla testa permette di registrare l’attività elettrica del cervello. È un esame che permette di vedere come si attivano i neuroni e se ci sono delle scariche elettriche anomale, indizio che le crisi epilettiche potrebbero ripresentarsi.

Infine il neuropsichiatra infantile può richiedere anche una risonanza magnetica o tac cerebrale, che attraverso una fotografia del cervello, permette di trovare eventuali cause delle crisi epilettiche.

L’iter diagnostico dell’epilessia non è sempre lo stesso, infatti non sempre sono necessari tutti questi esami. Sarà il neuropsichiatra infantile a valutare caso per caso come procedere per indagare la causa delle crisi epilettiche. Ad esempio, nel caso di epilessia notturna possono rendersi necessari degli esami specifici, allo scopo di monitorare l’attività cerebrale nel sonno.

Come si tratta l’epilessia infantile?

Dopo la conclusione dell’iter diagnostico, il neuropsichiatra infantile valuterà se è il caso che il bambino che ha avuto delle crisi epilettiche assuma una terapia oppure no. Infatti, non sempre è necessario iniziare una terapia.

Quando invece la terapia si rende necessaria, va presa tutti i giorni. Durante il periodo di trattamento si fanno dei controlli periodici tramite elettroencefalogramma e delle visite per valutare se e quando è possibile sospendere la terapia.

Ci sono moltissimi farmaci disponibili e nella maggior parte dei casi si trova il farmaco adatto che toglie i sintomi al bambino e non dà effetti collaterali. 

Soltanto in rari casi, in cui non c’è una risposta ai farmaci, è possibile ricorrere a terapie avanzate di tipo chirurgico.

Conclusioni

Sebbene l’epilessia infantile possa spaventare i genitori, abbiamo visto che spesso si tratta di crisi epilettiche transitorie che non comportano conseguenze. Durante una crisi, è importante adottare dei piccoli accorgimenti e soprattutto mantenere la calma.

Sarà il neuropsichiatra infantile a guidare le famiglie lungo l’iter diagnostico, a conclusione del quale vengono proposte eventuali terapie, che nella maggior parte dei casi eliminano i sintomi senza dare effetti collaterali.

Domande frequenti

Cos’è una crisi epilettica?

Una crisi epilettica è un corto circuito del cervello causato da un’attività elettrica anomala, con sintomi che possono includere movimenti involontari o assenze.

Qual è la differenza tra convulsioni e crisi epilettiche?

Le convulsioni sono crisi epilettiche con manifestazioni motorie ritmiche, spesso dovute a cause transitorie come febbre alta nei bambini tra 1 e 5 anni.

Cosa fare durante una crisi epilettica?

Mettete il bambino disteso su un fianco, chiamate il 118 e non mettete le mani in bocca per evitare pericoli.

Quali sono le cause dell’epilessia infantile?

Le cause richiedono tempo per essere individuate, attraverso anamnesi, esami del sangue, EEG e eventualmente risonanza magnetica o TAC cerebrale.

Come si cura l’epilessia infantile?

Dopo la diagnosi, il neuropsichiatra infantile può prescrivere farmaci da assumere quotidianamente, con controlli periodici per valutare l’efficacia e la necessità di proseguire la terapia.

Le crisi epilettiche sono sempre sintomo di epilessia?

No, spesso sono manifestazioni transitorie che non comportano conseguenze a lungo termine e non indicano necessariamente epilessia.

Chi cura l’epilessia infantile?

L’epilessia infantile è curata dal neuropsichiatra infantile, che diagnostica, prescrive eventuali terapie e monitora il bambino con controlli periodici.

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