epilessia notturna

Epilessia notturna: cos’è e come si tratta

Indice

L’epilessia notturna è un disturbo del sistema nervoso che si manifesta attraverso convulsioni e movimenti involontari durante il sonno. Questi episodi si verificano più di frequente nella prima infanzia e dopo i 75 anni.

È una condizione che preoccupa molto i genitori di bambini che hanno crisi epilettiche nel sonno, perché si tratta di eventi inaspettati e imprevedibili. Per capire cos’è l’epilessia notturna e come intervenire, abbiamo redatto questa guida pratica e semplice. Buona lettura!

Cos’è l’epilessia notturna

Sebbene si parli comunemente di epilessia notturna o morfeica, si tratta di epilessia ipermotoria sonno-correlata, ovvero una condizione che consiste nella persistenza di crisi epilettiche nel sonno diurno o notturno.

Durante gli attacchi epilettici nel sonno si verifica un’attività elettrica anomala del cervello, che altera i normali segnali elettrici utilizzati dalle cellule neuronali per comunicare tra loro.

Non è ancora chiaro perché queste crisi epilettiche arrivino nel sonno, sebbene gli studi su questo disturbo neurologico siano molti. Le cause più probabili sono di natura genetica o riguardano lesioni a carico del cervello, malformazioni congenite, infezioni o carenza di ossigeno durante la nascita.

I sintomi di epilessia notturna 

I sintomi dell’epilessia sonno-correlata sono eterogenei e possono cambiare da persona a persona. Alcuni attacchi epilettici sono generalizzati e comportano movimenti muscolari involontari e convulsioni. 

In altri casi l’attività elettrica anomala riguarda solo una parte del cervello, quindi i movimenti involontari coinvolgono soltanto una parte del corpo oppure si possono avvertire solo dei cambiamenti emotivi o una sensazione di malessere diffusa.

Esistono anche dei sintomi che precedono una crisi epilettica notturna, che è utile conoscere:

  • sensazione di cadere o di venire spinti;
  • tremori; 
  • nausea;
  • movimenti involontari degli arti;
  • grida;
  • mancanza di respiro o iperventilazione;
  • vocalizzazioni, gemiti e pianto;
  • occlusione dei pugni.

Cosa fare in caso di crisi epilettica nel sonno?

I movimenti involontari che caratterizzano le crisi epilettiche notturne, possono far cadere la persona dal letto e provocare dei traumi. Il primo accorgimento da adottare è quello di prevenire i danni da cadute improvvise, ad esempio utilizzando delle sponde per il lettino del bambino o collocando tappeti morbidi e cuscini ai piedi del letto.

Se invece la persona con la crisi epilettica si trova già a terra, è opportuno collocare un cuscino dietro alla sua testa, così da evitare che vada a sbattere ripetutamente contro una superficie dura. 

Un altro accorgimento importante è quello di mettere la persona distesa in posizione laterale. Questa è una “posizione di sicurezza” che favorisce  la respirazione e l’eventuale fuoriuscita di saliva e vomito.

È bene restare calmi e vigili e osservare attentamente ciò che accade, allo scopo di riferire la dinamica al medico di riferimento. In genere la crisi epilettica ha una durata che non supera i 2 minuti, ma se dovesse protrarsi per più tempo, è necessario chiamare un’ambulanza.

Come diagnosticare l’epilessia nel sonno?

Diagnosticare l’epilessia del sonno richiede l’uso di diversi strumenti. Il primo passo è la raccolta della storia clinica, in cui il medico chiede al paziente o ai familiari di descrivere nel dettaglio ciò che avviene durante il sonno. 

Movimenti anomali, vocalizzazioni, risvegli improvvisi e altri segnali possono fornire indicazioni preziose. È utile tenere un diario degli episodi epilettici per identificare la frequenza e la durata delle crisi, oltre a eventuali pattern ricorrenti. 

Inoltre, il medico potrebbe indagare su una possibile componente genetica, soprattutto se ci sono casi simili in famiglia.

Dopo questa fase iniziale, si procede con esami specifici, tra cui:

  • Monitoraggio video-polisonnografico: registra l’attività cerebrale tramite elettroencefalogramma (EEG), insieme ai movimenti corporei e ai parametri respiratori, distinguendo l’epilessia da altri disturbi del sonno.
  • EEG durante il sonno o prolungato: utile per rilevare le anomalie legate alle crisi epilettiche notturne.
  • Imaging cerebrale: esami come risonanza magnetica o tomografia computerizzata possono individuare malformazioni o lesioni associate alle crisi.

Il medico deve inoltre escludere altre condizioni, come le apnee notturne o disturbi motori del sonno come le mioclonie notturne, che possono manifestarsi in modo simile. Nei casi in cui si sospetta una componente genetica, possono essere richiesti test specifici.

Infine, è spesso necessario un periodo di osservazione clinica e di follow-up per confermare la diagnosi e individuare il trattamento più adatto, garantendo così un intervento mirato e tempestivo.

Quando rivolgersi a uno specialista?

Se c’è il sospetto che durante il sonno si verifichino episodi compatibili con crisi epilettiche, è importante non ignorare i segnali e consultare tempestivamente uno specialista. Tra i sintomi da monitorare ci sono movimenti involontari, irrigidimenti muscolari, vocalizzazioni insolite, risvegli improvvisi accompagnati da confusione o episodi di caduta dal letto.

È fondamentale rivolgersi a un neurologo o a un epilettologo nelle seguenti situazioni:

  • Prima crisi sospetta: anche un episodio isolato, se non facilmente spiegabile, merita approfondimenti diagnostici.
  • Crisi ripetute: la ricorrenza degli episodi o il loro progressivo aumento richiedono un’indagine più approfondita.
  • Confusione o sonnolenza post-crisi: uno stato di disorientamento o un’eccessiva stanchezza al risveglio dopo un episodio possono essere segni di epilessia.
  • Presenza di lesioni: traumi o ferite causate durante il sonno rappresentano un segnale d’allarme da non sottovalutare.
  • Storia familiare: se ci sono precedenti di epilessia in famiglia, è bene prestare maggiore attenzione a eventuali episodi sospetti.

Consultare uno specialista consente di ottenere una diagnosi accurata e, se necessario, iniziare un trattamento adeguato, migliorando così la qualità della vita e riducendo i rischi associati alle crisi.

Consigli per i genitori

Per i genitori di bambini con sospetta epilessia infantile nel sonno, è essenziale prestare attenzione ai dettagli e adottare alcuni accorgimenti pratici per aiutare i medici a ottenere una diagnosi precisa.

  • Annotare i sintomi: osservate ciò che accade durante la notte e prendete nota della durata delle crisi, dei movimenti insoliti, delle eventuali vocalizzazioni e del comportamento del bambino al risveglio. Se possibile, registrate gli episodi con il telefono per fornire informazioni visive al medico.
  • Creare un ambiente sicuro: proteggete il bambino da eventuali traumi rimuovendo oggetti appuntiti o duri vicino al letto. Potete anche considerare l’uso di barriere protettive o un materasso basso per ridurre il rischio di cadute.
  • Non trascurare i segnali: anche se gli episodi possono sembrare isolati o lievi, è importante parlarne con il medico. Solo uno specialista può determinare se si tratta di epilessia o di un altro disturbo del sonno.

Prepararsi agli esami diagnostici, come l’elettroencefalogramma o la polisonnografia, è un altro passo importante. Collaborate con il team medico per garantire che il bambino riposi serenamente durante il monitoraggio, così da ottenere risultati accurati.

Infine, ricordate di mantenere un clima sereno. Rassicurate il bambino con parole semplici e non allarmanti e cercate di seguire una routine quotidiana stabile per favorire un sonno tranquillo. Piccoli accorgimenti come questi possono fare una grande differenza, aiutandovi a gestire meglio la situazione e a proteggere il benessere di vostro figlio.

Domande frequenti

Cos’è l’epilessia notturna?

L’epilessia notturna è una forma di epilessia che si manifesta con crisi durante il sonno. Le crisi notturne possono essere difficili da rilevare, ma causano disturbi come movimenti involontari, irrigidimento muscolare o risvegli confusi. Queste crisi interferiscono con la qualità del sonno e possono essere anche misconosciute.

Come si cura l’epilessia notturna?

Il trattamento dell’epilessia notturna si basa principalmente su farmaci antiepilettici, che aiutano a prevenire le crisi. La scelta del farmaco dipende dal tipo di epilessia e dalla risposta del paziente. In alcuni casi, possono essere necessari aggiustamenti del dosaggio. È fondamentale il monitoraggio medico regolare per garantire l’efficacia del trattamento.

Come si manifesta l’epilessia notturna?

L’epilessia notturna si manifesta con diversi segni, tra cui movimenti involontari, irrigidimento muscolare, rumori anomali o vocalizzazioni durante il sonno. Il risveglio può essere confuso, e in alcuni casi il paziente potrebbe non ricordare l’episodio. Le crisi possono durare solo pochi secondi ma causano un notevole impatto sulla qualità del riposo.

Come monitorare l’epilessia notturna?

Il monitoraggio dell’epilessia notturna avviene principalmente attraverso l’osservazione diretta e il diario dei sintomi. I test diagnostici come l’EEG o la polisonnografia possono essere utilizzati per rilevare attività cerebrale anomala durante il sonno. Inoltre, l’uso di videocamere di sorveglianza notturna può aiutare a documentare gli episodi sospetti.

Quali fasi del sonno sono spesso interessate nelle persone con epilessia notturna?

Le persone con epilessia notturna tendono a manifestare crisi principalmente durante la fase del sonno profondo, soprattutto durante il sonno a onde lente. Questa fase è caratterizzata da un’attenuazione della vigilanza, il che rende il cervello più vulnerabile a scariche anomale. Le crisi sono meno frequenti durante la fase REM.

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