Mio figlio balbetta, cosa posso fare? La balbuzie infantile è un fenomeno molto frequente a partire dai 2 anni e rappresenta una fase normale dello sviluppo del linguaggio.

Quando il bambino in questa fascia d’età inizia a balbettare, può provocare qualche preoccupazione nel genitore. È importante sapere che in quattro casi su cinque, questa difficoltà si risolve da sola. In questi casi, il problema può emergere maggiormente quando il bambino è stanco, eccitato, se parla ad esempio di nuovi argomenti o argomenti complessi, se sta facendo domande o rispondendo al posto di qualcun altro, o se sta parlando con una persona che non conosce.

Quindi in questi casi, la parte emotiva, che può essere l’ansia o la vergogna, può influenzare il linguaggio del nostro bambino. Anche se, nella maggior parte dei casi, è, come abbiamo appena detto, una fase transitoria, i genitori devono sempre tenere la situazione sotto controllo. L’obiettivo del logopedista è quello di guidare il genitore nel capire se si tratta di una normale disfluenza dell’età evolutiva oppure di una prima avvisaglia di balbuzie.

Mio figlio balbetta, come posso aiutarlo?

Quando si parla con il bambino, la comunicazione dovrebbe essere sempre rilassata e piacevole, senza distrazioni come ad esempio la televisione o il cellulare. Dovremmo quindi guardarlo negli occhi e non farci distrarre da tutti quegli strumenti o da tutti quei distrattori che possono farci perdere l’attenzione sul nostro bambino.

Infatti, il bambino che balbetta va ascoltato attentamente, mantenendo il contatto visivo e ponendo attenzione a ciò che dice piuttosto che a come lo dice. Bisogna dare al nostro piccolo tutto il tempo necessario per parlare ed evitare di mettergli fretta, offrendo altresì un modello verbale chiaro e preciso. Anche piuttosto lento, quindi un linguaggio che non velocizza o che comunque non rende veloce la comunicazione, ma un linguaggio che sa ascoltare e sa essere lento, rispettando i tempi del bambino.

Un altro consiglio è quello di leggere insieme al bambino o di leggere insieme ad esempio un libro, perché questo arricchisce il suo vocabolario ed è utile per imparare sinonimi da usare al posto di quelle parole che comportano qualche difficoltà nella produzione.

Mio figlio balbetta, cosa faccio?

Quando il nostro bambino si troverà di fronte alla produzione di una parola difficile, potrà ad esempio utilizzare un sinonimo, un’altra parola. Anche nel contesto scolastico, come in quello familiare, è importante tenere sotto controllo tutte le possibili reazioni degli interlocutori alla balbuzie che presenta il nostro bambino.

Certamente, va aiutato a sentirsi uno come gli altri e all’altezza delle varie situazioni comunicative e linguistiche. Per realizzare questo obiettivo, è possibile che l’insegnante debba apportare alcuni cambiamenti nell’ambiente scolastico in modo da facilitare la comunicazione verbale.

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Un ulteriore aiuto al nostro bambino, di cui può beneficiare poi, tra l’altro, l’intera classe, è quello di incoraggiarlo a prendere parte a una recita o a uno spettacolo teatrale. Organizzare quindi dei momenti di drammatizzazione, ad esempio di una lettura o di un racconto avvenuto nel momento della giornata.

Teniamo in considerazione che molti bambini fino a circa 6 anni presentano delle disfluenze che possiamo definire di sviluppo, in un quadro comunque assolutamente normale. Difficoltà che in genere regrediscono all’interno di relazioni familiari positive e serene. Per cui il mio consiglio è proprio quello di accoglierlo positivamente e serenamente. Qualora però le difficoltà dovessero persistere, allora a quel punto, potremmo rivolgerci a un logopedista per bambini.