Quali sono i sintomi ADHD nei bambini?

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Riconoscere i sintomi ADHD nei bambini non è sempre facile, perché si tratta di un disturbo che può essere confuso con una spiccata vivacità. In genere la famiglia diventa consapevole del problema quando tali sintomi iniziano ad avere delle ripercussioni sul rendimento e sulla condotta scolastica.

L’ADHD, conosciuta anche come disturbo da deficit di attenzione e iperattività, è un disturbo del neurosviluppo, diagnosticato dal neuropsichiatra infantile, sulla base dei sintomi osservati dallo specialista e di quelli riferiti da genitori e insegnanti.

Conoscere questi sintomi è quindi fondamentale, perché rappresentano i segnali che permettono di arrivare ad una diagnosi. Vediamo allora quali sono i segni di ADHD e quali trattamenti risultano più efficaci.

I sintomi di ADHD secondo il DSM-5

Diagnosticare correttamente l’ADHD può essere complesso. Per arrivare ad una diagnosi accurata, i neuropsichiatri infantili utilizzano come riferimento il DMS-5, ossia il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, redatto dall’American Psychiatric Association e utilizzato come riferimento a livello internazionale.

I principali sintomi di ADHD sono riconducibili a 3 macro-categorie:

  • disattenzione;
  • iperattività;
  • impulsività.

Sintomi di disattenzione

Secondo il DMS-V, per diagnosticare il disturbo devono essere presenti per almeno 6 mesi da 6 a 9 sintomi di disattenzione oppure da 6 a 9 sintomi di iperattività. Vediamo nel dettaglio quali sono i sintomi di disattenzione:

  • difficoltà a portare a termine compiti e incombenze secondo le istruzioni;
  • scarsa attenzione per i particolari, con conseguenti errori di distrazione;
  • difficoltà ad ascoltare quanto viene detto;
  • difficoltà a mantenere l’attenzione sulle attività iniziate;
  • capacità di organizzazione carente;
  • avversione o evitamento verso attività che richiedono un prolungato sforzo mentale;
  • perdita frequente di oggetti;
  • facile distrazione rispetto a stimoli esterni;
  • atteggiamento maldestro e sbadato durante le attività quotidiane.

Sintomi di iperattività

Ecco invece i sintomi di iperattività individuati dal DMS-V:

  • difficoltà a stare fermi con le mani, i piedi o difficoltà a stare seduti;
  • abitudine di alzarsi dalla sedia in classe, anche in situazioni che richiedono di stare seduti;
  • frequenti corse e salti in ogni luogo e situazione;
  • difficoltà a giocare in modo tranquillo;
  • necessità frequente di muoversi, accompagnata dalla sensazione di essere “sotto pressione”;
  • eccessiva loquacità;
  • abitudine di rispondere prima che la domanda sia stata formulata in modo completo;
  • difficoltà a rispettare i turni;
  • eccessiva invadenza verso altre persone o abitudine di interromperle mentre parlano.

I criteri per la diagnosi di ADHD

La diagnosi generalmente è redatta tra gli 8 e i 10 anni di età, seppur l’esordio dei sintomi possa avvenire prima. Inoltre i sintomi di ADHD devono manifestarsi in due ambienti distinti, ad esempio a casa e a scuola.

Esistono anche altri criteri diagnostici che il neuropsichiatra infantile può usare come riferimento. L’ICD-10 (International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems) prevede che per diagnosticare l’ADHD debbano essere presenti contemporaneamente deficit di attenzione, sintomi di iperattività e comportamenti impulsivi.

Coesistenza tra ADHD e altri disturbi

Rispetto al DMS-IV, il DMS-V ammette la possibilità che i sintomi di ADHD coesistano rispetto a quelli di autismo. In precedenza, invece, la diagnosi di autismo comportava l’esclusione dell’ADHD.

Oltre alla comorbilità tra ADHD e autismo, è possibile che il disturbo da deficit di attenzione e iperattività sia accompagnato da altre problematiche, come difficoltà di apprendimento, disturbi comportamentali, tic nervosi, ansia e depressione.

In seguito alla diagnosi, gli specialisti individueranno un percorso terapeutico e riabilitativo mirato, così da intervenire sulle problematiche emerse. 

sintomi ADHD

Trattamenti per l’ADHD

Oggi esistono trattamenti efficaci per migliorare le capacità attentive dei bambini con sintomi ADHD e mitigare la loro impulsività. Gli approcci terapeutici sono due e includono le terapie comportamentali e l’uso di farmaci psicostimolanti.

Per i bambini in età prescolare in genere è sufficiente il trattamento comportamentale e solo in un secondo momento si valuta di combinare queste terapie con l’assunzione di farmaci. Ogni bambino è un caso a sè, infatti gli specialisti propongono alla famiglia un percorso personalizzato e cucito su misura sulle esigenze del piccolo.

Neuropsichiatri e terapisti spesso consigliano alle famiglie un approccio multimodale, con interventi mirati nelle varie aree compromesse dal disturbo. Se ad esempio i sintomi di ADHD hanno ripercussioni sulla sfera relazionale, l’autostima del bambino o sulle capacità di apprendimento, il programma terapeutico può includere un lavoro mirato anche su queste difficoltà.

Non bisogna dimenticare che anche i genitori di figli con sintomi ADHD necessitano di supporto. Un percorso di parent training può offrire alla famiglia gli strumenti necessari per affrontare le difficoltà quotidiane che il disturbo comporta. I percorsi di sostegno alla genitorialità rappresentano un aiuto concreto sul piano educativo e psicologico.

Domande frequenti

Quali sono i sintomi dell’ADHD?

I sintomi ADHD nei bambini includono difficoltà a prestare attenzione, iperattività e comportamento impulsivo. Possono sembrare spesso distratti, faticare a seguire le istruzioni o rimanere seduti. Hanno difficoltà a completare compiti e sono facilmente sopraffatti da stimoli esterni.

Quando compaiono i primi sintomi di ADHD?

I primi sintomi ADHD nei bambini possono emergere già in età prescolare, intorno ai 3-4 anni. È comune osservare difficoltà nel controllo del comportamento, mancanza di attenzione e iperattività rispetto ai coetanei. Spesso diventano evidenti durante i primi anni scolastici.

Cosa fare in caso di sintomi ADHD?

Se un bambino mostra segni di ADHD, è importante consultare il pediatra o uno specialista. La diagnosi precoce permette di intervenire con terapie comportamentali specifiche, aiutando il bambino a gestire meglio le difficoltà quotidiane sia a scuola che a casa.

Cosa succede se non si cura l’ADHD?

Se l’ADHD non viene trattato nei bambini, può interferire con lo sviluppo scolastico e sociale. Le difficoltà di attenzione e controllo possono portare a scarsi risultati scolastici e problemi di autostima. L’intervento tempestivo riduce questi rischi e migliora la qualità della vita.

Cosa hanno in comune ADHD e autismo?

Nei bambini, ADHD e autismo possono condividere difficoltà nel comportamento sociale e nella regolazione dell’attenzione. Tuttavia, i bambini con ADHD tendono a essere più iperattivi, mentre quelli con autismo possono avere maggiori difficoltà nella comunicazione e nell’interazione sociale.

Quanti gradi di ADHD ci sono?

L’ADHD nei bambini può essere lieve, moderato o grave. Nei casi lievi, il bambino potrebbe avere solo qualche difficoltà in ambienti molto strutturati. Nei casi gravi, l’iperattività e l’impulsività possono interferire con quasi tutte le attività quotidiane e richiedere un supporto più intenso.

Quali sono i punti di forza di un bambino con ADHD?

I bambini con sintomi ADHD spesso dimostrano grande creatività, energia e pensiero innovativo. Possono eccellere in attività che richiedono rapidità di pensiero o problem-solving. Inoltre, la loro curiosità e la capacità di gestire più compiti contemporaneamente possono essere punti di forza in contesti stimolanti.

Chi ha l’ADHD ha la 104?

In Italia, un bambino con ADHD può avere accesso ai benefici della Legge 104 solo se la sua condizione è considerata gravemente invalidante e interferisce significativamente con la vita quotidiana. La valutazione deve essere effettuata da un medico e dipende dalla gravità dei sintomi.

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